Truffato da una finta soldatessa «Mi ha portato via 4mila euro»

La vittima è un 60enne contattato su Facebook da una donna che si spaccia per militare americana «Diceva di essere rimasta ferita in un attacco dei talebani». Appello alle altre vittime: «Denunciate»
CHIETI. Le chiamano «romantic scams», truffe romantiche, e le vittime sono aumentate ai tempi del coronavirus. L’ultimo trucco che viaggia su internet funziona più o meno così: l’utente di Facebook viene contattato da una donna avvenente che, dopo averne carpito la fiducia, bussa a denari e convince l’interlocutore a spedire anche migliaia di euro con le scuse più disparate, come un figlio malato, denaro bloccato per errore, furti subiti in viaggio o imprevisti di ogni genere. Il caso sul quale stanno indagando i carabinieri della compagnia di Chieti, agli ordini del maggiore Massimo Capobianco, è nato da una semplice richiesta di amicizia inviata a un 60enne da una donna che si è presentata come militare dell’esercito americano di stanza a Kabul, in Afghanistan.
LA DENUNCIA In base alla denuncia, all’inizio tra i due ci sono difficoltà linguistiche, visto che Gioia – così si firma – scrive in inglese. Ma l’uomo risolve il problema utilizzando un traduttore online. A un certo punto, lei dice di non poter usare Facebook perché nel campo base è vietato, dunque la conversazione si sposta via mail. La soldatessa racconta di essere divorziata e di avere una bimba di nove anni. Per una decina di giorni va avanti la fitta corrispondenza, assolutamente casta, improntata allo scambio di informazioni sulle rispettive vite, sui figli, sugli hobby. In particolare, Gioia lo aggiorna sul durissimo addestramento che è costretta a subire, in vista di un attacco talebano che si aspettano di lì a poco. E di colpo sparisce per qualche giorno, non prima però di aver invitato l’interlocutore a pregare per lei.
LE FOTOGRAFIE Al rientro “telematico” la soldatessa spiega che c’era stata un’incursione alla base, durante la quale aveva riportato una lieve ferita alla gamba. E allega una foto delle lesioni riportate, una di un talebano con le braccia alzate in segno di resa e una di una valigia aperta stracolma di banconote, a suo dire trovata nel campo nemico insieme ad armi e proiettili. Il 60enne le augura una pronta guarigione. Ma lo scambio di mail, soprattutto nelle ore notturne, non si ferma.
LA RICHIESTA Finché la donna non fa una richiesta d’aiuto: dice che il governo americano, considerando l’importanza del risultato raggiunto in missione, le ha riconosciuto una ricompensa di oltre un milione di dollari in contanti e che si trova costretta a spedire il denaro fuori dalla base. Le serve un albergo o un indirizzo dove inviare il premio e chiede al 60enne di trovarle un posto sicuro, in quanto gli altri militari hanno familiari a cui consegnare i soldi mentre lei, escludendo la figlia piccola, è sola al mondo. La vittima sceglie il servizio di custodia bagagli in una stazione ferroviaria e la donna fa la spedizione. E qui cominciano i problemi: devono essere pagate le spese di dogana.
IL TRUCCO La soldatessa chiede all’amico di anticiparle, in vista del suo imminente arrivo in Italia, e promette che gli restituirà il prestito con tanto di interessi. L’uomo è dubbioso, ma viene influenzato dalle suppliche di Gioia e porta a termine l’operazione, effettuando un bonifico bancario di quasi quattromila euro a favore di un filippino indicato dalla stessa donna. A questo punto, il malcapitato telefona alla ditta di trasporti incaricata dall’amica per conoscere la data di consegna del pacco. Dopo un po’, viene ricontatto: una voce maschile gli riferisce che il bagaglio è fermo a Dubai, negli Emirati Arabi, perché all’interno è stata trovata una grossa somma di denaro, e che serve pagare poco più di 16mila euro per concludere la consegna. Addirittura, riceve un ultimatum: ha cinque giorni di tempo per effettuare il versamento, altrimenti il denaro verrà trattenuto. Solo allora il 60enne capisce di essere truffato e decide di raccontare tutto in caserma.
L’APPELLO Ora i carabinieri indagano per truffa a carico di ignoti. I militari invitano chiunque sia rimasto coinvolto in vicende simili a non effettuare nessuna transazione di denaro e a presentare immediatamente denuncia.
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