Tumore del pancreas, ogni anno 280 casi in Abruzzo

19 Giugno 2016

CHIETI. La lotta al tumore del pancreas non passa solo attraverso la ricerca scientifica e la bravura dei medici, ma anche attraverso l’informazione della cittadinanza. Al di là della ristretta...

CHIETI. La lotta al tumore del pancreas non passa solo attraverso la ricerca scientifica e la bravura dei medici, ma anche attraverso l’informazione della cittadinanza. Al di là della ristretta platea degli addetti ai lavori, la gente comune sa infatti ancora poco di questo tipo di tumore, ribattezzato il “killer silenzioso” perché colpisce senza sintomi evidenti. Ha una bassa incidenza, ora purtroppo in crescita, ma un alto tasso di mortalità. In Italia colpisce 12.700 persone all’anno (5.900 gli uomini, 6.600 le donne).

In Abruzzo sono 280 i nuovi casi ogni anno. L’Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica, ha voluto combatterlo anche sul piano dell’informazione, lanciando una campagna nazionale di sensibilizzazione, chiamata PanCrea, che ha visto un tour di cinque regioni. Ieri, alla Camera di commercio, c’è stata la tappa teatina, che ha messo a confronto oncologi, chirurghi, medici di famiglia e associazioni. «Questo tumore è quello con la peggiore prognosi tra le neoplasie maligne», ha sottolineato il direttore della clinica oncologica del SS. Annunziata, Clara Natoli, «oggi in Italia è al quinto posto per mortalità».

Chi sono i soggetti a più a rischio? «Quelli con una storia familiare in cui si è già manifestato, quelli con diabete mellito II di recente insorgenza e quelli affetti da pancreatite cronica». Tra i fattori di rischio anche il fumo, l’alimentazione non corretta, l’obesità, l’abuso di alcol e l’esposizione occupazionale in presenza di agenti cancerogeni. E dunque, aspetto, come ha sottolineato anche il direttore dell’Oncologia di Fabriano, Rosa Rita Silva, questa neoplasia si può prevenire, proprio per quanto riguarda gli stili di vita adottati.
Per quanto riguarda la chirurgia, invece, l’importante è affidarsi a un centro che svolge un alto numero di interventi chirurgici sul pancreas. Perché, come ha detto il direttore della Chirurgia generale ad indirizzo oncologico del SS. Annunziata e del Bernabeo, Pierluigi Di Sebastiano, «c’è una corrispondenza tra alto volume di interventi e bassa mortalità». La tappa teatina di PanCrea si è conclusa con le testimonianze di un medico di famiglia, Walter Palumbo, e di persone che quotidianamente assistono i malati, dalla vulcanica Miranda Di Matteo, della onlus Voi&noinsieme, ad Antonio De Liberato, dell’Hospice di Torrevecchia. (a.i.)