Tunnel allagato, via sulla ringhiera

Il sottopasso di via Turchi ancora invaso dall’acqua. Disagi da 8 mesi a Brecciarola
CHIETI. In bilico sulla ringhiera per attraversare il sottopasso allagato. Incuranti del pericolo, quattro studenti universitari della d’Annunzio, zaino in spalla, salgono sul corrimano della ringhiera che separa l’area pedonale e quella destinata alle auto, e percorrono in questa maniera diversi metri per attraversa il lago che da quasi un mese ha di nuovo invaso il sottopasso di via Marino Turchi. Il passaggio da viale Unità d’Italia corre sotto la ferrovia e sbuca nella zona industriale. Dove, insieme alle poche industrie rimaste, ci sono anche abitazioni affittate agli studenti della d’Annunzio.
Sergio Falasca, invece, ha qualche anno in più degli studenti universitari e non può proprio permettersi di attraversare il sottopasso in bilico sulla ringhiera. È un operaio della Riveco Generalsider che si trova proprio al di là del sottopassaggio. «Abito a Chieti alta», spiega, «e per andare al lavoro prendo l’Arpa che ferma qui davanti, in viale Unità d’Italia. Poi passo sotto al ponte, che qui in zona tutti chiamano il ponte Petaccia, e in un attimo sono al lavoro. Ma è dall’inizio di gennaio che l’acqua ha allagato il passaggio. Sono costretto a chiedere a un collega di lavoro di accompagnarmi con la sua auto. E questo, purtroppo, si ripete sette o otto mesi l’anno. Perché qui è sempre pieno d’acqua. Ho chiamato il Comune e anche le forze dell’ordine, ma non c’è stato nulla da fare. I carabinieri mi hanno consigliato di fare un esposto in procura. Cosa che sarò costretto a fare, se la situazione non si sblocca».
Eppure i lavori per il sottopasso perennemente invaso dall’acqua erano già stati annunciati. A metà dicembre scorso l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice aveva assicurato che «a giorni» sarebbe stato consegnato il progetto dei lavori.
Non va meglio a Brecciarola con il sottopasso pedonale di via Vomano, chiuso dallo scorso 15 maggio. Anche in questo caso, nonostante il divieto di attraversamento perché la struttura è a rischio crollo, in tanti continuano tranquillamente a utilizzarlo. Il sottopasso, era stato annunciato all’epoca, sarebbe stato chiuso sino a quando non sarebbero state ripristinate tutte le condizioni di sicurezza.
Sono passati oltre otto mesi e i residenti, stanchi di aspettare l’intervento del Comune, hanno iniziato a ignorare le transenne e a tornare a utilizzare il sottopassaggio. (a.i.)
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