Tunnel pedonale, spreco da tre milioni

18 Maggio 2016

Febo suona la sveglia alla giunta Di Primio: «I soldi per completarlo ci sono, ma non c’è la volontà del sindaco»

CHIETI. «I soldi ci sono. La volontà del sindaco, a quanto pare, no». E così il tunnel pedonale, opera da due milioni e 760mila euro, concepita e avviata dal l’ex governo cittadino di centrosinistra, rimane, a sei anni dalla posa della prima pietra, una clamorosa incompiuta. A suonare la sveglia al primo cittadino, Umberto Di Primio, è Luigi Febo, ideatore del tunnel pedonale ed ex assessore ai Lavori pubblici nella giunta Ricci, oggi all’opposizione e capogruppo di Chieti per Chieti.

«Il completamento del tunnel pedonale che collega il terminal di via Gran Sasso con largo Barbella è la prima delle grandi opere incompiute della nostra città», sostiene Febo in un dettagliato documento tecnico sulla “sua creatura”, «il passaggio dalle opere considerate prioritarie (l'assessore Mario Colantonio aveva annunciato il suo completamento nel gennaio 2013) nel cassetto delle cose dimenticate è stato breve. E insieme al progetto di completamento anche gli oltre 400 mila euro che il Comune ha a disposizione per i lavori ancora da eseguire. Chiedersi il perché di questa dimenticanza oltre che lecito è doveroso. Anche in considerazione del fatto che sono stati già spesi oltre due milioni di euro (fondi Cipe). Ricordiamo» prosegue il capogruppo di Chieti per Chieti «che le caratteristiche tecniche di quest'opera, il suo percorso, i materiali utilizzati, la definiscono come un’opera innovativa con una grande valorizzazione del passato della nostra città. Oltre ad essere una risposta credibile ai crescenti problemi di traffico e di sosta, il tunnel pedonale è un vero e proprio intervento di riqualificazione urbana e ha l'obiettivo di ottenere una drastica riduzione del traffico di attraversamento (e sosta) del centro storico».

Ma cosa manca al completamento del tunnel? «Non tanto» precisa Febo «l’installazione del vetro di copertura ai reperti archeologici di Largo Barbella, la copertura dell'ingresso del tunnel in piazza Falcone e Borsellino». Mancano anche le opere di revisione dell’ascensore, il ripristino dell'impianto elettrico (rubato insieme ad altro materiale di cantiere nel 2012), il generatore elettrico e le spese per la riparazione di quanto danneggiato da questi quattro anni di stato di abbandono.

Il tunnel, che va dal terminal di via Gran Sasso a Largo Barbella, è un’opera imponente con una galleria che si sviluppa per 150 metri e a 47 metri di profondità e con due ascensori con una capacità di 21 persone ciascuno. «I soldi per attivarlo ci sono» insiste Febo «la volontà del sindaco manca. E a pagarne le conseguenze sono Chieti e i suoi abitanti».