Tunnel, strade e scuole: i cantieri che ripartono

Il sindaco: «Dal 4 maggio via ai lavori per le opere pubbliche strategiche»
CHIETI. Il Comune si prepara alla «fase due» dell’emergenza coronavirus. Dal tunnel pedonale all’asilo di piazza Carafa, ecco l’elenco dei cantieri pronti a ripartire dal 4 maggio, la data indicata dal governo come possibile conclusione del blocco totale delle attività. La conferma arriva dal sindaco Umberto Di Primio, che ha avviato uno screening di tutti gli interventi già partiti e quelli che possono essere avviati.
IL TUNNEL. Tra le opere più attese c’è il tunnel che collega il terminal bus di via Gran Sasso a largo Barbella, cuore del centro storico di Chieti. Ormai manca poco: solo la realizzazione di una tettoia. L’emergenza Covid ha dato l’ennesimo stop al cantiere: basti pensare che i lavori partirono nel 2009, sotto l’amministrazione Ricci. Un’opera sempre più necessaria visto che, a breve, la scala mobile dovrà essere fermata obbligatoriamente. Per questo, è indispensabile il collegamento pedonale attraverso due ascensori che risalgono a un passo da corso Marrucino in 20 secondi: da luglio in poi sarà l’unico percorso per i pendolari per aggirare la salita del colle.
PALAZZO D’ACHILLE. Nell’elenco dei lavori infiniti ci sono quelli di Palazzo d’Achille, la storica sede del Comune inagibile dal terremoto del 2009 e al centro di un’inchiesta con sei persone indagate – fra tecnici e imprenditori – per concorso in turbativa d’asta, truffa aggravata e falso materiale e ideologico. L’intervento di riqualificazione, come sottolineano dal municipio, è già «concluso per una percentuale, accertata dal collaudatore in corso d’opera, pari a circa l’80%». Si attende il completamento della pavimentazione, degli infissi e di altri lavori ritenuti marginali.
LE SCUOLE. Il sindaco annuncia anche la riapertura del cantiere per la conclusione del nuovo asilo di piazza Carafa e la realizzazione di appartamenti a canone concordato. Restando in tema di istruzione, è in programma il potenziamento dei sistemi antincendio in alcuni istituti scolastici di competenza comunale. Sistema antincendio che verrà completato anche all’interno del teatro Marrucino.
GLI ALTRI LAVORI. Gli operai, spiegano da palazzo di città, torneranno in via Modesto della Porta, a Santa Maria Calvona e al Teate center per gli interventi legati al dissesto idrogeologico. Sono finalmente arrivati pure i finanziamenti per via Asinio Herio, la strada del centro crollata nel febbraio del 2018 e tuttora a senso unico.
I GRANDI PROGETTI. Ma, a partire dal 4 maggio, è intenzione del Comune riprendere l’iter per la realizzazione dei grandi progetti. Opere che, secondo l’amministrazione Di Primio, cambieranno il volto di Chieti. In primis c’è il cantiere da 1,5 milioni di euro di piazza San Giustino: la commissione dovrà riunirsi per valutare le offerte presentate da 138 ditte. Un altro appalto per il quale si attende l’apertura delle buste è quello che prevede la riqualificazione del terminal bus con più posti auto e una nuova scala mobile. Dopo lo stop temporaneo, sono pronti a ripartire i lavori per il nuovo cimitero di Santa Filomena. Tra gli interventi in programma ci sono anche le piste ciclabili a Chieti Scalo e i percorsi pedonali in centro, tra largo Moricorvo e largo Cremonesi, la riqualificazione dell’ex pescheria e il rifacimento di piazzale Sant’Anna, bike sharing, stazioni di ricarica per mezzi elettrici, wi-fi in centro, tabelloni interattivi e centraline per la qualità dell’aria.
IL SINDACO. «Auspichiamo fortemente che il governo confermi tutto nel decreto di aprile: significherebbe poter riprendere i lavori», spiega il sindaco. «Parliamo di milioni di euro di opere pubbliche che si concludono o possono essere avviate. Opere fondamentali per far ripartire la città dopo l’emergenza. Si tratta di cantieri di grande importanza anche sotto il profilo della salvaguardia del territorio e della pubblica e privata incolumità: mi riferisco soprattutto a quelli per fermare il dissesto idrogeologico. Fondamentali saranno pure gli interventi per garantire la sicurezza all’interno degli istituti scolastici che, nell’ultimo periodo, erano stati un po’ abbandonati. Senza dimenticare piazza Carafa: non è cosa di poco conto avere un asilo nido in più».
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