Turismo religioso: «Formazione a scuola e parchi ecclesiali»

7 Maggio 2019

Don Emiliano Straccini e i pellegrinaggi nella diocesi «Così valorizziamo il territorio e le sue bellezze»

CHIETI. «L’uomo è da sempre alla ricerca di senso, di andare in profondità, riscoprendo in maniera costante e progressiva il bisogno di un cammino, di un incontro che possa soddisfare la sua ricerca di verità». È il pensiero di don Emiliano Straccini, direttore dell’ufficio diocesano di Chieti-Vasto per la pastorale del turismo, tempo libero, sport e pellegrinaggi, che crede che alla base della “mobilità umana”, sia essa per necessità o per scelta, ci sia una ragione più profonda.
La missione dell’ufficio diocesano è appunto pastorale e, continua, «ci porta a sollecitare, promuovere e coordinare le opportune iniziative per accompagnare queste persone in movimento, manifestando e diffondendo anche il pensiero della Chiesa su questioni sociali, economiche e culturali che sono all’origine e seguono tali spostamenti».
Insomma, per don Emiliano il turismo è diventato ormai una realtà umana, e come tale deve essere illuminata e trasformata dalla Parola di Dio; è per questo che la Chiesa, con la sua sollecitudine pastorale ed essendo consapevole dell’importante influsso che questo fenomeno ha sull’essere umano, decide di volerlo accompagnare fin dai suoi primi passi, sostenendolo e promuovendo le sue potenzialità, ma al tempo stesso segnalando i suoi rischi e lavorando per correggerli.
Per il sacerdote «la possibilità che i viaggi ci offrono di ammirare la bellezza dei paesi, delle culture e della natura, ci può condurre a Dio, favorendo l’esperienza di fede».
L’ufficio diocesano si occupa di molteplici attività, specialmente organizzando presentazioni su diversi volumi, molti dei quali analizzano il rapporto tra fede e bellezza; ma si interessa anche di approfondire lo studio sui parchi ecclesiali culturali (Pa.c.e.) e della formazione non solo degli operatori del settore, ma anche degli studenti, pensando il mondo della scuola come vero e proprio laboratorio per la valorizzazione del territorio e delle sue bellezze.
Oggi, invece, alle 10.30 si terrà un seminario presso l’auditorium “Santi dodici apostoli”, a Chieti Scalo, sul tema di San Francesco e il pellegrinaggio, con la partecipazione di Mons. Carlo Mazza, padre Fabio Scarsato e il professore Stefano Trinchese. Perché San Francesco? «Perché la figura dell’infinitamente piccolo apre a grandi visioni e sprona ad attualizzare il vangelo nella sua semplicità, senza spiritualismi sterili o fronzoli di facciata», commenta don Emiliano, e conclude che «il pellegrino moderno, comunque si muova, se sceglie un luogo sacro, segue le orme dell’antico: si riappropria di una modalità di incontro con Dio che lo metta in strada, cioè in ricerca, recuperando i valori ad essa connessa: la semplicità, l’essenzialità, il raccontare, il pregare, il contemplare. L’uomo può essere un viandante, ciclista o esploratore ma diventa pellegrino se si mette sulle tracce non di uno sconosciuto qualsiasi, ma di Colui che ha fatto il primo passo verso il cuore dell’uomo e poi lo ha affiancato per guidarlo e sostenerlo nei momenti di fatica».
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