Turismo sulla Via Verde La Cna: regole per i servizi

29 Dicembre 2020

La polemica sul regolamento della gestione, Di Dionisio: le norme vanno riscritte puntando sulla forte attrazione che la ciclovia ha per l’intera costa abruzzese

LANCIANO. «Il regolamento della Via Verde va riscritto puntando sulla forte attrazione che la ciclovia ha per l’intera costa abruzzese». Il presidente regionale di Cna Turismo, Claudio Di Dionisio, scrive al presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, per chiedere di ritirare il provvedimento che «denota confusione e non indica alcun indirizzo programmatico futuro». Nei giorni scorsi è arrivato anche lo stop della Regione, che con la dirigente del dipartimento Territorio e Ambiente, Iris Flacco, ha invitato l’amministrazione provinciale a sospendere la redazione del regolamento di gestione. Per Di Dioniso, «non c’è corrispondenza tra la vocazione quale attrattore turistico per l’intera regione della ciclo-pedonale e la proposta di regolamento per la sua gestione». «La Via Verde rappresenta uno straordinario strumento di recupero del patrimonio pubblico naturale», sottolinea il presidente di Cna Turismo Abruzzo, «una infrastruttura idonea alla promozione del territorio, la porta d’ingresso per l’intero turismo regionale. Ma se la consideriamo come parte del “Bike to coast” e della Ciclovia Adriatica, un fenomenale “attrattore turistico dell’intera costa abruzzese”, allora andrebbero normate le regole di fruizione dell’intero tracciato, favorendone la vocazione e valorizzando l’aspetto turistico. Così facendo doteremmo la regione di un tracciato idoneo alla promozione e valorizzazione dell’intero comparto turistico, con percorsi a pettine verso l’interno. Dalle indicazioni contenute nella bozza si evince invece la volontà della Provincia di trovare capitali per la manutenzione della struttura negli anni: aspetto certo lodevole, ma sganciato dallo scopo, che significherebbe utilizzare i proventi per la manutenzione e non per altro».
Diverse le proposte della Cna Turismo: «Ad esempio concedere l’uso dei manufatti, vecchi e nuovi, ad attività e start up di scopo, come ciclofficine, bici grill, nolo attrezzatura e bici, guide, infopoint, smart transfer, attività escursionistiche mare-montagna, chiedendo un affitto basso con obbligo di mantenimento ordinario dell’area. E realizzare parcheggi di scambio contingentati, a pagamento, di utilizzo pubblico e non privato; gestire spazi pubblicitari regolamentati da uno specifico piano; occupare il suolo pubblico per l’organizzazione di eventi; fare ricorso all’imposta di soggiorno, magari aumentandola di 50 centesimi lungo tutta lo costa».