Turista uccisa dal masso: via al processo
FARA SAN MARTINO. Si è aperto ieri, nel tribunale di Chieti, il processo per la morte di Sandra Zanchini, la turista 56enne di Ravenna uccisa nel giugno 2019 da un masso durante un’escursione sul...
FARA SAN MARTINO. Si è aperto ieri, nel tribunale di Chieti, il processo per la morte di Sandra Zanchini, la turista 56enne di Ravenna uccisa nel giugno 2019 da un masso durante un’escursione sul sentiero per le Gole di San Martino. A giudizio ci sono il sindaco Carlo De Vitis, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Fara San Martino, Enrico Del Pizzo, il legale rappresentante, all’epoca, del Parco nazionale della Maiella, Claudio D’Emilio, il direttore Luciano Di Martino e la guida turistica Simone Barletta. L’ipotesi di reato è, per tutti, omicidio colposo e cooperazione nel delitto colposo.
Quella di ieri è stata un’udienza di smistamento, nel corso della quale sono state fissate le prossime cinque udienze per sentire i testimoni. Si comincia il 23 maggio prossimo con i testi dell’accusa. A settembre è prevista, invece, la discussione. Ieri era presente in aula anche il marito della sfortunata turista, Davide Baiocchi, parte civile nel processo insieme alle due figlie, agli anziani genitori e alla sorella della Zanchini. Li assiste l’avvocato Filippo Zamponi. Il 22 giugno di due anni fa Sandra Zanchini era a Fara col marito e altri amici per un’escursione alle Gole. A causa di forti raffiche di vento dalla parete rocciosa si erano staccati massi e pietre, una delle quali aveva colpito alla testa la 56enne, deceduta 10 giorni dopo all’ospedale di Pescara a seguito delle gravissime lesioni riportate. (s.so.)
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