Tutta Vasto per Domenico e Andrea

20 Luglio 2016

In migliaia ai funerali dei ragazzi morti a Montenero. Il papà di Marinelli: «Vi salutiamo insieme come avreste voluto»

VASTO. Un fiume di gente che i due feretri hanno fatto fatica a superare per raggiungere la chiesa. Un oceano di persone sulle quali hanno vigilato e hanno dovuto gestire decine di rappresentanti delle forze dell’ordine e della Protezione civile. Per due ore ieri mattina la città si è fermata per assistere nella chiesa di San Marco all’ultimo saluto al calciatore Andrea Marinelli, 22 anni, e allo studente universitario Domenico Castrignanò, 21, morti all’alba di domenica in un tragico incidente stradale sull’Adriatica, a Montenero di Bisaccia. Insieme nella vita e nella morte. E accanto a loro, ferito nel fisico e nell’anima, anche G.R., l’amico che era nella Panda seduto accanto a Domenico Castrignanò al momento del tragico impatto.

Le due bare ricoperte di fiori sono entrate in chiesa vicine l’una all’altra come avrebbero voluto loro. Sulla bara di Andrea le maglie delle squadre in cui ha giocato: Cupello e Vasto Marina. Su quella di Domenico quella dei tifosi della Vastese e degli amici. A scandire l’ultimo saluto le note della colonna sonora de “La vita è bella” a tratti coperte dai singhiozzi degli amici. Tanti i rappresentanti delle istituzioni, legati professionalmente e da vincoli di amicizia alle famiglie dei due giovani. I sindaci del territorio da un lato dell’altare, il prefetto Antonio Corona e le forze dell’ordine dall’altra. E poi i vertici (il comandante di legione dei carabinieri Lamberto Quarta e quello provinciale Luciano Calabrò e centinaia di rappresentanti dell’Arma). Faticoso per i genitori e i fratelli delle vittime raggiungere l’altare. Commovente l’abbraccio consolatorio del maresciallo Castrignanò alla figlia Donatella e ad Antonio Marinelli il padre di Andrea. Cominciato in ritardo a causa di un incidente che ha bloccato le bare arrivate da Termoli, il rito funebre è stato preceduto dalla benedizione davanti alla chiesa.

«Vi salutiamo insieme come avreste voluto voi», ha detto fra i singhiozzi Antonio Marinelli. Diciassette i celebranti del rito presieduto da don Gianni Carozza, parroco di San Marco. Il celebrante ha scelto la morte e resurrezione di Cristo per spiegare alle famiglie che i due ragazzi non sono più fra noi ma sono risorti in un’altra vita. «Anche Gesù prima di morire sulla croce chiese a Dio perché tanto dolore. Noi ci chiediamo: è giusto? È umano? Come può essere possibile per familiari ed amici vivere un evento così tragico senza perdere l’amore per la vita? Ma la vita è questo e la morte fa parte della vita. Sappiamo che la morte di un figlio provoca un dolore immenso,una ferita insanabile. Noi tutti vorremmo esservi vicini con la preghiera e con affetto per lenire il vostro dolore. Oggi vi chiediamo: continuate e custodire in voi l’amore e la stima per la vita. Abbiamo bisogno che voi diciate a noi che, nonostante tutto, è giusto sperare».

Alla fine della funzione Antonio Marcovecchio, zio di Domenico, ha dedicato alle due vittime un pensiero. Nicola Ciappa, presidente della Vastese beach soccer, ha invitato tutti i giovani presenti alla prudenza. Tenerissimo il saluto di Letizia ad Andrea e a Domenico. «Tutti i sogni, i progetti, le idee, li stavate realizzando insieme». E ancora. «Ho fatto in tempo tre giorni fa a dirti quanto ti volevo bene».

Struggente il saluto e il monito dei dirigenti sportivi ai giovani che affollavano la chiesa. Poi l’applauso, il suono della banda e centinaia di palloncini bianchi e rossi e di fumogeni dello stesso colore come la Vastese calcio verso il cielo.

Il feretro di Andrea è stato quindi trasportato per la tumulazione al cimitero della città. Quello di Domenico al cimitero di Cupello.

Sabato nella cattedrale di San Giuseppe, alle 18, sarà celebrata una messa di suffragio per Andrea Marinelli. Il giorno successivo, domenica alla 19 si terrà la messa di suffragio per Domenico nella chiesa di San Marco.

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