Tutti pazzi per la mitica Graziella

12 Luglio 2015

In settanta alla pedalata in stile che ha attraversato il centro storico

CHIETI. Il fascino vecchio stile della mitica Graziella, abbinato a quello del centro storico teatino, percorso a passeggio sulle due ruote, con fermate per ammirare la città e ristorarsi: spritz alla Tintoria, gelato al Caffè Arniense, tappa nella cisterna di largo Carbonari e apericena alla Casina dei Tigli. Il tutto in abiti anni ‘60, ’70 e ‘80. È quanto ha sperimentato ieri, dalle 17.30 in poi, la settantina di partecipanti a “Graziellopoli”, la passeggiata su una delle icone del made in Italy anni ‘60, la bici pieghevole nata nel 1964. “Graziellopoli”, alla sua seconda edizione, è stata curata dalla Bike Inside Team di Walter Di Meo, Danilo Aceto e Alessandra Matricardi. Sono loro che hanno portato in città la passione per il ciclismo d’epoca, organizzando un meeting che non ha pari in Italia, l’unico evento che gli si avvicina è quello di Lugo di Romagna, intitolato “Orgoglio pieghevole”, dedicato a tutte le bici pieghevoli, a cui ha partecipato anche il teatino William D’Orazio che, spinto dalla passione per il vintage, non poteva essere assente ieri. Look anni ’80 e colori fluo era infatti presente insieme alla moglie. «E’ arrivata molta gente da tutta la regione e anche da fuori», ha detto Di Meo, «c’è ad esempio un gruppo che viene da Roma e c’è anche Federico Di Felice, di Roseto, che ha portato una collezione personale di Grazielle in esposizione alla villa comunale». E c’è pure chi, come Paolo Zava, è arrivato da Padova con la sua Graziella blu che ha trovato una mattina di natale sotto l’albero, quando era bimbo, regalo dei suoi nonni. Look sul chiaro anni ‘70, con borsello d’epoca comprato a Londra, Zava è un appassionato della bicicletta: «Ne posseggo 11, di tutti i tipi. Ho approfittato dell’occasione anche per conoscere una città come Chieti che merita di essere visitata». Per molti la Graziella è stata la prima bici: «A me l’hanno regalata i genitori e ora mi è cara perché mi ricorda l’infanzia», dice la teatina Daniela Addario, vestita da pin up anni ’50. Danilo Aceto ha scelto invece gli anni ‘80: spadrillas, canottiera bianca da mare e pantaloncino di lana. «Già perché» spiega «i primi pantaloncini da ciclismo, usciti negli anni ‘80, erano di lana». La Graziella più giovane, infine, era quella baby di uno scatenato Daniel Di Meo, figlio di Walter.

Arianna Iannotti