Tutto è partito da questa telefonata
CHIETI. «A Francavilla al Mare, dove abita Bonanni il politico, c'è un involucro strano, sembra un ordigno, una bomba. Se potete mandare qualcuno...». Parte da questa telefonata anonima l’inchiesta...
CHIETI. «A Francavilla al Mare, dove abita Bonanni il politico, c'è un involucro strano, sembra un ordigno, una bomba. Se potete mandare qualcuno...». Parte da questa telefonata anonima l’inchiesta sulle minacce terroristiche. Arrivò al centralino del 112 e partì da una cabina telefonica di Francavilla al Mare, nella notte tra il 20 e 21 marzo scorso. Annunciava la presenza dell’ordigno sotto l'abitazione utilizzata d’estate da Raffaele Bonanni, all'epoca ancora segretario nazionale della Cisl. A telefonare era il sedicente Carmine Di Pietro. Ma dietro questo falso nome si nascondeva in realtà Davide Nunziato. A riconoscere il timbro della sua voce è stato l’investigatore che, nel 2012, lo aveva arrestato a Francavilla mentre Nunziato, con la moglie, girava in auto nascondendo una mitraglietta Skorpion, identica a quella usata dalle Br negli anni di piombo. «C'è un ordigno, non lo so, una cosa strana vicino al cancello», disse l'uomo ai carabinieri, come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare. «Sì il cancelletto lì, grigio, un cancellettino, c'è questa busta. Io non tocco perché ho paura». Ma quell’ordigno si rivelò un oggetto rudimentale. Un bluff.

