Uccisa da un masso, parlano i testimoni

5 Settembre 2022

Fara San Martino. Il 12 settembre si torna in aula: imputati l’ex sindaco De Vitis e altri quattro

FARA SAN MARTINO. Si torna in udienza il prossimo 12 settembre, a Chieti, per la morte di Sandra Zanchini, la turista 56enne di Ravenna uccisa nel giugno 2019 da un masso sul sentiero verso le Gole di Fara San Martino. A processo per omicidio colposo ci sono l’ex sindaco di Fara San Martino, Carlo De Vitis, il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Enrico Del Pizzo, Claudio D’Emilio e Luciano Di Martino, rispettivamente ex legale rappresentante e direttore del Parco nazionale della Maiella, la guida turistica Simone Barletta. I familiari della vittima, il marito Davide Baiocchi, le due figlie Chiara e Federica, gli anziani genitori e la sorella, si sono costituiti parte civile e sono rappresentati dall’avvocato Filippo Zamponi. Lunedì prossimo, in realtà, si sarebbe dovuta tenere l’udienza di discussione, ma l’astensione degli avvocati penalisti, il 27 giugno scorso, ha fatto slittare la calendarizzazione stabilita dal giudice del tribunale teatino. L’udienza saltata a fine giugno, che prevedeva l’eventuale esame degli imputati, è stata recuperata l’11 luglio. In quell’occasione nessuno degli imputati si è sottoposto ad esame; è stato invece sentito un solo testimone della difesa del direttore del Parco, Luciano Di Martino. Lunedì 12 ci sarà l’esame di tutti i testi residui delle difese degli imputati e poi verrà disposto il rinvio per la discussione.
La parte civile sostiene che la carenza di segnaletica e informazioni sulla pericolosità della zona hanno avuto un ruolo determinante nella morte di Sandra Zanchini, deceduta in ospedale 10 giorni dopo essere stata colpita dal masso killer; mentre per le difese, nell'impossibilità di mettere in sicurezza la montagna, la morte della turista è stata una terribile fatalità. (s.so.)
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