Uccise il vicino di casa: nuova perizia

24 Giugno 2023

Prima udienza per l’omicidio del “Pittore della notte”: incarico a tre esperti sulle condizioni psichiche di Petrosemolo  

LANCIANO . Una nuova perizia che faranno tre esperti per chiarire le condizioni psichiche di Amleto Petrosemolo, 72 anni, che il 13 febbraio 2022 freddò con 13 colpi di pistola - 4 quelli a segno - Francesco De Florio De Grandis, 72 anni, noto come Ciccillo, musicista e pittore. Petrosemolo è a processo in Corte di assise a Lanciano per omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. La decisione della corte è arrivata dopo 5 infuocate ore di scontro su una prima perizia che ha definito l'imputato affetto da disturbo delirante di tipo persecutorio e incapace di intendere e volere al momento dell’omicidio.
I QUESITIIncapacità o meno di seguire il processo; incapacità di intendere e volere al momento dell’omicidio e pericolosità sociale: sono i quesiti a cui deve rispondere il collegio di esperti che esamineranno le condizioni di Amleto Petrosemolo, in carcere dal 13 febbraio 2022 con l'accusa dell’omicidio di Francesco De Florio De Grandis. La decisione è stata presa dalla Corte di assise - presidente Giovanni Nappi a latere il giudice Maria Teresa Pesca e i giudici popolari- dopo aver accolto la richiesta del pm Serena Rossi e dell'avvocato di parte civile Fabio Palermo di affidare un nuovo incarico peritale a un pool di esperti, perché la perizia fatta dalla dottoressa Dorotry Carlesi è stata ritenuta «carente e insufficiente» perché basata solo su 4 ore di colloquio con Petrosemolo. Tre periti che il 14 luglio avranno il conferimento dell’incarico e faranno il giuramento.
SCONTRO SULLA PERIZIA
E l’udienza di ieri è stata tutta incentrata sull’esame della perizia psichiatrica redatta da Carlesi, che ha precisato che Petrosemolo sarebbe stato incapace di intendere e di volere al momento dell’omicidio, incapace di stare a processo, socialmente pericoloso e affetto da disturbo delirante polimorfo di tipo persecutorio. Aveva cioè ossessioni, tra cui quella per Ciccillo, e manie di persecuzione. Omicidio che, come ricostruito dai carabinieri di Lanciano, è avvenuto alle 7.50 del 13 febbraio 2022 quando Petrosemolo vede Ciccillo, dirimpettaio, uscire per prendere l’autobus e andare a messa, lo segue portando con sé due pistole semiautomatiche, regolarmente detenute, e gli spara 13 colpi alla schiena che non lasciano scampo all’artista. Per la psichiatra però nel momento in cui Petrosemolo “decide” di uccidere Ciccillo, dopo che questo gli ha fatto una smorfia col viso, non era capace di intendere e volere. Sobbalzano il pm, l’avvocato Palermo e la famiglia De Grandis. «Petrosemolo “decide” ma non è consapevole?», attacca Rossi, «lui quando ha reso dichiarazioni spontanee dopo l'omicidio ha detto che ha colpito Ciccillo alle spalle, che si è avviato verso la caserma forestale che era chiusa per costituirsi e vi ha lasciato la tracolla con le pistole. Poi è andato dall'amica a cui ha chiesto di chiamare i carabinieri. Ha detto di non essere pentito di quello che ha fatto. Lei invece in sole 4 ore di colloquio fatto un mese fa, dice che Petrosemolo ha scaricato due caricatori su De Grandis per una smorfia del viso; ma se era girato di spalle? Che ha "dimenticato" la tracolla alla Forestale? Che la richiesta all'amica di chiamare i carabinieri, di costituirsi, è di una persona che non ha capito quanto fatto? Sembra più una difesa studiata dopo un anno e mezzo di carcere». Dubbi anche sul disturbo psicotico insorto per la dottoressa almeno dal 2003 e acuito negli ultimi mesi visto che la pm rileva che nel 2014 l’imputato ha riavuto il porto d'armi, è stato indicato come capace e lo stesso medico di base non ha mai rilevato problemi. Anche per l’avvocato Palermo ci sono carenze nella perizia fatta. «Una perizia dirimente», spiega Palermo, «perché se Petrosemolo è dichiarato incapace al momento del fatto se ne determina la non punibilità, quindi l’assoluzione, anche se data la pericolosità sociale, sarebbe ricoverato in una clinica psichiatrica. Noi ci aspettiamo una condanna esemplare perché riteniamo l’imputato perfettamente consapevole di quello che ha fatto. Vogliamo giustizia. Ora ci sarà una nuova perizia collegiale, una indagine più approfondita per una vicenda che ha un grande peso giudiziario, parlando di un omicidio, ma anche emotivo per una famiglia che ha perso il suo punto di riferimento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA