Uccise l’amico durante la caccia: a processo per omicidio colposo

20 Giugno 2023

Il 1° novembre 2020 la tragedia di Antonino De Gregorio, 72 anni, negoziante residente a Piane d’Archi Il gup concede il ricorso al rito abbreviato per l’imputato 50enne di Casoli: udienza a gennaio 2024

GESSOPALENA. Doveva essere un giorno di festa quel 1° novembre 2020 da trascorrere tra i boschi per una battuta di caccia al cinghiale per alcuni cacciatori, invece si è trasformato in tragedia perché uno di loro, C.D.L., 50 anni, di Casoli, convinto di colpire un cinghiale avvistato dai cani, ha sparato un colpo di fucile che ha trafitto al cuore Antonino De Gregorio, 72 anni, nativo di Gessopalena ma residente a Piane d’Archi. L’uomo, un commerciante che aveva un negozio a Perano, è stato ucciso mentre era sul ciglio della strada provinciale che collega Gessopalena a Roccascalegna, in contrada Coccioli, vicino la casa paterna. Un tragico incidente che ha portato il 50enne C.D.L. di fronte al giudice per le udienze preliminari, Giovanni Nappi, con l’accusa di omicidio colposo. Nell’udienza il giudice ha disposto il processo con rito abbreviato, come richiesto dai legali del 50enne, Maria Grazia Tana, del foro di Vasto, e Vincenzo Larizza, del foro di Chieti che sarà discusso il 22 gennaio 2024. I familiari di De Gregorio, rappresentati dagli avvocati Giacinto Ceroli, del foro di Lanciano, e Denis Lovison, del Foro di Ferrara, hanno revocato la costituzione di parte civile perché sono stati già risarciti in separata sede, come prevede la riforma Cartabia, anche se il dolore per la perdita del proprio familiare, resterà per sempre nel loro cuore.
Secondo l’accusa portata in aula dal sostituto procuratore Francesco Carusi che seguì il caso su cui indagarono i carabinieri di Torricella Peligna e Lanciano, quel 1° novembre 2020 C.D.L., che faceva parte di una squadra impegnata nella battuta di caccia al cinghiale, ha causato la morte di Antonino De Gregorio esplodendo un colpo di fucile violando alcune norme della legge 157/92 riguardanti la sicurezza durante le operazioni di caccia (ad esempio si parla del divieto di sparare nelle zone comprese nel raggio di 100 metri da immobili, fabbricati, o a distanza inferiore a 50 metri da vie di comunicazione ferroviaria e dalle strade carrozzabili). Il 50enne aveva il ruolo di canaio nella squadra formata da 8 cacciatori, era nella sua postazione nel bosco a una distanza di circa 17 metri dal margine della strada, quando grazie ai cani ha sentito l’arrivo di un cinghiale e ha sparato con il suo fucile semiautomatico calibro 12 a palla unica un colpo, centrando però al petto, al cuore, De Gregorio, che era nascosto dalle fronde ed era sul margine sinistro della strada a circa 137 metri dal luogo dell'esplosione del proiettile. Un colpo che, sempre per l’accusa, ha trafitto l’uomo direttamente, senza che venisse deviato da eventuali rimbalzi. Perizie, analisi dei fatti saranno oggetto della discussione che ci sarà nel rito abbreviato del prossimo 22 gennaio 2024.
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