Uccise la compagna: 18 anni di carcere

11 Novembre 2015

Joseph Martella ritenuto l’omicida di Daniela Marchi. Sconto della pena col rito abbreviato e interdizione dai pubblici uffici

VASTO. Diciotto anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. È la sentenza emessa ieri pomeriggio, pochi minuti prima delle 14, dal giudice Caterina Salusti a carico di Joseph Martella, l’uomo di 57 anni che in un impeto d’ira la sera dell’8 marzo scorso strangolò la compagna, Daniela Marchi, nell’appartamento che condividevano al secondo piano di un appartamento in via Eduardo De Filippo, alla Marina. Il giudice ha accolto le richieste del pm, Giampiero Di Florio. Nessun risarcimento per la parte lesa. La famiglia della donna uccisa non si è costituita parte civile.

Martella, presente in aula, ha accolto la sentenza senza turbamento. Per la prima volta a distanza di mesi dall’omicidio è parso sereno, probabilmente rassegnato. Nessun commento da parte sua. «Ricorreremo in appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza», hanno annunciato i legali di Martella, gli avvocati Massimiliano Baccalà e Alessandro Orlando. Il pubblico ministero Di Florio ha chiesto per Martella - giudicato con rito abbreviato e a porte chiuse dal giudice per le udienze preliminari - 18 anni di reclusione. La condanna è la risultante della riduzione di un terzo della pena di 27 anni, ottenuta grazie al rito abbreviato. Per la difesa è una pena severa tenuto conto della confessione di Martella, dei tentativi di soccorso e dello stato d’impeto prima e confusionale poi, oltre che del suo pentimento. «Per lui è tutt’ora molto doloroso ricordare quello che avvenne 8 mesi fa», assicurano i difensori di Martella.

Daniela Marchi fu sorpresa alle spalle e strangolata con un cavo. A scatenare l’ira dell’uomo fu qualcosa che Daniela disse. Nessuno sa che cosa anche se pare avesse a che fare con i problemi economici che la coppia stava vivendo. Nessuno sa cosa scattò nella mente dell’uomo la sera dell’8 marzo. Per mesi Martella ha ripetuto che con Daniela è morto anche lui. L'uomo ha continuato a fare il nome della compagna che amava tantissimo per lungo tempo. «È pentito e ha chiesto più volte scusa», hanno ricordato i difensori.

L’omicidio, a distanza di tanti mesi, resta un delitto inaspettato e inspiegabile commesso da un uomo definito da chi lo conosce «garbato e silenzioso». Un raptus ha annebbiato la mente di Martella e indotto la stretta violenta che ha ucciso la sua donna in pochi secondi. A confermare la morte istantanea è stato il medico legale Pietro Falco dopo l’autopsia. «Attendiamo 90 giorni per leggere le motivazioni del giudice Salusti e prepariamo il ricorso in appello», hanno ripetuto i difensori.

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