Uccise la convivente: a processo

Omicidio Marchi, accolta la richiesta dei difensori di Martella per il rito abbreviato. Udienza il 22
VASTO. A giudizio con rito abbreviato. Il tribunale di Vasto ha accolto la richiesta degli avvocati Massimiliano Baccalà e Alessandro Orlando, difensori di Joseph Martella, 57 anni. L’uomo, che l’8 marzo scorso ha strangolato in un momento d’ira la compagna Daniela Marchi, comparirà davanti ai giudici il prossimo 22 settembre. Dal giorno del delitto Martella è rinchiuso nel carcere di Vasto. Superato un brutto momento di depressione, pare che l’indagato ora stia meglio. Per lui si avvicina il doloroso momento di ricordare quello che è avvenuto 6 mesi fa.
L'OMICIDIO. Daniela Marchi è stata sorpresa alle spalle e strangolata con un cavo. A scatenare l’ira del compagno è stato qualcosa che Daniela disse. Nessuno sa cosa, nessuno sa cosa è scattato nella mente dell’uomo la sera dell’8 marzo scorso. Per mesi Martella ha ripetuto che con Daniela è morto anche lui. Ha continuato a fare il nome della compagna che amava tantissimo per lungo tempo. «È pentito e ha chiesto più volte scusa», hanno raccontato i difensori. L’omicidio, a distanza di sei mesi, resta un delitto inaspettato e inspiegabile, commesso da un uomo definito da chi lo conosce «garbato e silenzioso».
L'ACCUSA. Un raptus avrebbe annebbiato la mente di Martella e indotto la stretta violenta che ha ucciso la sua donna in pochi secondi. A confermare la morte istantanea è stato il medico legale Pietro Falco dopo l’autopsia. L’accusa nei confronti del cinquantasettenne è di omicidio volontario. L’uomo rischia una severa condanna: per l’omicidio volontario, infatti, la pena prevista dal codice va da 21 anni all’ergastolo. È la circostanza che può determinare la pena più alta. È prevista dall’articolo 575 del codice penale. «Chiunque cagioni la morte di un uomo», recita il testo, «è punito con la reclusione non inferiore a 21 anni». Se l’omicidio volontario è aggravato dai futili motivi, la pena può arrivare all’ergastolo. Il processo con il rito abbreviato alleggerirà la pena.
PRESUNTI MOTIVI ECONOMICI. Tante le ipotesi fatte in sei mesi sulle possibili cause del delitto. Fra queste non è stata esclusa una lite innescata da pesanti motivi economici. Negli ultimi tempi pare che i due non facessero altro che discutere per questo. Lui, ex barista di notte, aveva perso il lavoro a dicembre. Lei, disoccupata, si era arrangiata in passato lavorando come collaboratrice domestica e dando una mano in alcuni ristoranti della zona. «È stato un delitto d’impeto», ha spiegato subito dopo l’omicidio il vice questore aggiunto Alessandro Di Blasio, dirigente del commissariato di Vasto. Daniela Marchi è stata strangolata in cucina, quando i due avevano già consumato la cena e lei, con indosso il pigiama, era pronta per andare a dormire. Assalita da dietro, non è riuscita a difendersi. È stato lo stesso Martella a chiamare la polizia. Sul posto sono arrivati la polizia e il 118. Il personale medico ha provato a rianimare la donna senza successo. Il cavo elettrico nero era ancora accanto al corpo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

