Ucciso da esalazioni tossiche nella nave

Marinaio respira miscela mortale mentre pulisce dall’olio di colza la cisterna del cargo russo. Gravi i due colleghi
VASTO. Le esalazioni conseguenti al contatto con l’acqua, mentre pulivano una cisterna, avrebbero provocato la morte di un marittimo russo di 23 anni e il ferimento di altri due. I tre viaggiavano a bordo del mercantile Araz River, battente bandiera russa e partito dal porto di Punta Penna.
LA VITTIMA. Si era svegliato di buonumore ieri mattina Timur Iakkonov, 23 anni. La nave, ancorata a Punta Penna con un equipaggio di 13 persone a bordo, aveva ripreso la via di casa dopo una tappa a Istanbul. Timur aveva nostalgia di casa, ma a casa non è più tornato. I miasmi hanno corroso i suoi organi. Altri due marittimi sono ricoverati in ospedale, uno a Vasto, l’altro a Pescara. Il mercantile russo, che aveva scaricato a Vasto una partita di olio di colza, è bloccato in porto per i rilievi di legge. La Procura ha aperto una inchiesta. Una seconda indagine è stata avviata dalla Capitaneria di porto. A condurre entrambe le indagini è il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Punta Penna, il tenente Cosimo Rotolo. Sul posto, in veste di autorità di pubblica sicurezza, è arrivato anche il vice questore Alessandro Di Blasio. Accurate perizie della stiva della nave sono state affidate al personale specializzato dei vigili del fuoco di Chieti. Oggi dovrebbe essere eseguita l’autopsia sul corpo della vittima.
LA DINAMICA. Sembrava una mattinata di routine quella di ieri a bordo della Araz River. La nave, dopo la colazione dei marinai, alle 8,30 ha tolto le ancore ed è ripartita per raggiungere il porto di Istanbul. Un gruppo di operai ha raggiunto la stiva per pulire la cisterna svuotata dall’olio di colza. Per farlo i marittimi hanno riempito la cisterna di acqua di mare e aggiunto un solvente. La miscela ha prodotto un effluvio micidiale che ha provocato ustioni interne alle vie respiratorie. Un marittimo ha perso i sensi ed è caduto procurandosi la frattura della settima vertebra cervicale e della decima vertebra dorsale, oltre a complicanze alle vie respiratorie. Il marinaio, Imantidinov Dimitri, 44 anni, è stato trasferito in elisoccorso all’ospedale Spirito Santo di Pescara. La diagnosi parla di polmonite chimica da olio di colza miscelato ad altra sostanza. La prognosi per lui è riservata. Timur Iakkonov, la vittima, pare fosse vicino a lui e ha perso a sua volta conoscenza. Pochi secondi dopo si è sentito male un altro marittimo di 29 anni, Dimitri Nagomev. Quest’ultimo è ricoverato all’ospedale San Pio di Vasto, in Rianimazione. Sono ugualmente preoccupanti le sue condizioni. I medici non si pronunciano.
iL SOPRALLUOGO. Sul posto per le indagini e i rilievi del caso sono intervenuti gli uomini della Capitaneria di porto, diretti dal comandante Cosimo Rotolo, la guardia di finanza, il dirigente del commissariato,Alessandro Di Blasio, e squadre speciali dei vigili del fuoco, il Nucleo regionale di controllo. Dei soccorsi si sono occupati il 118 e gli operatori del Cirm. Nel primo pomeriggio a Punta Penna è arrivato anche il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio. Il magistrato ha parlato con gli investigatori e disposto l’autopsia sul corpo della vittima, che presenta comunque anche tracce esterne dell’effetto corrosivo della miscela respirata. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Pio. I responsabili del mercantile e i marittimi presenti a bordo al momento della tragedia sono stati ascoltati dagli investigatori. Le prime informazioni parlavano di incendio a bordo e di un morto intossicato dal fumo. Solo in seguito è stata appurata la vera natura dell’incidente.
LE INCHIESTE. Su quanto accaduto nella stiva della Araz River sono state aperte due inchieste, una giudiziaria e una amministrativa da parte dell’autorità marittima, ai fini della sicurezza della navigazione. Oggi al termine dell'autopsia la magistratura deciderà se la nave Araz River può ripartire o meno.
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