Ucciso dal nipote, parla la nonna: la tragedia poteva essere evitata

14 Luglio 2022

Laura Sulpizio, moglie del 78enne morto, rompe il silenzio in chiesa: «Avevamo chiesto un aiuto» Maria, la madre del ragazzo: «È vero, non doveva andare così». Il parroco: «Siamo tutti responsabili» 

BUCCHIANICO. «La tragedia poteva essere evitata. Abbiamo chiesto più volte aiuto e tutti sapevano, ma è servito che morisse qualcuno per smuovere qualcosa». Le parole pronunciate da Laura, la moglie di Guido Rodolfo Sulpizio, il 78enne di Bucchianico ammazzato di botte dal nipote di 15 anni, trafiggono il silenzio della chiesa di San Michele Arcangelo. Nel giorno dei funerali di suo marito, Laura non riesce a trattenere la rabbia. Il pensiero torna a venerdì scorso, alla tragedia che ha sconvolto lei e la sua famiglia. I colpi inferti dal nipote a suo marito, lei spintonata via dal ragazzo senza alcuna motivazione particolare: attimi ancora troppo vividi per poterli dimenticare. E nel giorno in cui tutto il paese si stringe intorno alla famiglia, Laura tira fuori il suo dolore a due passi dall’altare: «Avevamo bisogno di aiuto ma nessuno ci ha ascoltato», ha detto tra le lacrime, mentre il funerale era praticamente finito e padre Germano Santone era sceso dall’altare per offrirle una parola e una carezza di conforto. Subito dopo anche la madre del ragazzo, Maria Camilla Sulpizio, la figlia di Guido seduta di fianco a Laura, ha ribadito a voce alta: «Sì, questa tragedia poteva essere evitata».
L’ULTIMO SALUTO
A Bucchianico c’è un’atmosfera surreale. Mentre la comunità era in fibrillazione per la festa di San Camillo, si è consumata una tragedia troppo grande per le cinquemila anime che abitano il paese. Per i funerali di Guido Sulpizio, quasi un centinaio di persone si sono riunite nella piazza principale, proprio di fronte al santuario di San Camillo, che ridà sulla chiesa di San Michele dove ieri si sono svolti i funerali. Parenti e amici hanno cercato riparo dal sole fino all’arrivo della salma, poco dopo le 11, sotto gli alberi e le luci montate per la festa.
Oggi è il giorno della ricorrenza del Santo, ma le celebrazioni religiose in paese vanno avanti da giorni. Continueranno fino domani e non si fermeranno, ma stavolta hanno un sapore diverso.
IL GRIDO DI DOLORE
Durante l’omelia di don Germano, un pensiero va anche al 15enne («Lo affidiamo a Dio e preghiamo anche per lui», ha detto il sacerdote), che dopo la convalida dell’arresto è stato trasferito nell’istituto penitenziario per minorenni Casal del Marmo di Roma. Poi nonna Laura rompe il silenzio e accompagna alle lacrime parole che nascondono dolore e rabbia («La tragedia si poteva evitare»), mentre i fedeli abbandonavano la chiesa dopo l’ultimo saluto a Guido. La mente della donna, forse, è tornata a quanto accaduto tre mesi prima della tragedia. Il Tribunale dei minori dell’Aquila, lo scorso 14 aprile, aveva affidato il 15enne al Servizio sociale di Bucchianico, in collaborazione con la Neuropsichiatria infantile, per una rivalutazione e per collocarlo in un’idonea struttura terapeutica, alla luce dell’aggressività mostrata dal ragazzino. I giudici avevano ritenuto impossibile la gestione da parte dei nonni materni, ai quali era stato precedentemente affidato per il contesto familiare difficile in cui viveva. Il tribunale aveva anche disposto che gli incontri con i parenti stretti avvenissero in modalità protetta. Ma il ragazzo, fino al giorno dell’omicidio, ha continuato ad abitare con i nonni. E lo stesso giovane, in più occasioni, aveva chiesto notizie sul completamento della procedura. Ora spetta alle indagini accertare se la tragedia poteva davvero essere evitata, ma i parenti del ragazzo ne sono già convinti. «Cristianamente siamo tutti responsabili», ha aggiunto don Germano durante l’omelia, «perché molte volte, dinanzi a chi è in difficoltà, passiamo oltre con troppa superficialità».
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