Ucciso in strada, polvere da sparo sulla moto dei coniugi indagati

Il carabiniere di Mozzagrogna ammazzato a giugno a colpi di pistola: ecco i risultati degli esami del Ris La sorella della vittima agli arrestati: «Siete degli assassini, non vi perdonerò neanche dopo la morte»
MOZZAGROGNA. Ci sono tracce di polvere da sparo sulla motocicletta sequestrata a Giuseppe Spagnulo e alla moglie Francesca Angiulli, in carcere per l’omicidio premeditato del carabiniere di Mozzagrogna Antonio Cianfrone, 50 anni, padre di due figli. Il maresciallo, al momento del delitto sospeso dal servizio, ex vice comandante della stazione di Monsampolo, è stato freddato con quattro colpi di pistola la mattina dello scorso 3 giugno mentre faceva jogging sulla pista ciclabile di Pagliare del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. I risultati degli esami effettuati dai carabinieri del Ris sui reperti sequestrati dopo l’agguato sono stati consegnati al procuratore capo Umberto Monti.
GLI ESAMI Il dato più rilevante è che sulle manopole della moto trovata dagli investigatori nel garage degli indagati sono stati rinvenuti residui di polvere da sparo. Più nel dettaglio, si tratta di tracce di piombo, bario e antimonio che sarebbero state trasferite dai guanti di chi guidava e che risultano pienamente compatibili con quelle trovate addosso alla vittima.
GLI INDAGATI Si complica ulteriormente, dunque, la posizione di moglie e marito, in cella da cinque mesi. Ad agosto il giudice del tribunale di Ascoli Annalisa Giusti ha respinto il ricorso dei difensori degli indagati: gli avvocati Felice Franchi e Alessandro Angelozzi hanno chiesto i domiciliari per i loro assistiti, ricevendo però un secco no. Anche un ulteriore ricorso è stato rigettato: ecco perché Spagnulo si trova nel carcere di Marino del Tronto e Angiulli in quello femminile di Teramo. I coniugi hanno sempre negato ogni accusa. Ma la procura non ha dubbi: a sparare è stato l’uomo, arrivato sul luogo dell’omicidio in sella alla moto e in compagnia della coniuge.
IL MOVENTE Resta un giallo. Ma una cosa è sicura: c’erano state vecchie ruggini tra la coppia e Cianfrone, sospeso dal servizio dal 2015 dopo essere finito ai domiciliari per presunta concussione (il processo è ancora in corso). Basti pensare che, proprio 5 anni fa, quando il sottufficiale rimase coinvolto nella vicenda giudiziaria, Angiulli pubblicò una serie di messaggi in cui esultava per l’arresto dell’allora vice comandante. L’autopsia ha confermato che Cianfrone è stato ucciso con quattro colpi di pistola: uno sparato di fronte e tre alle spalle, mentre cercava di fuggire e di chiedere aiuto. Ad inguaiare gli indagati ci sono le testimonianze di almeno quattro persone e le immagini estrapolate dalle telecamere di sorveglianza dislocate lungo il percorso che dalla zona dell’abitazione dei coniugi Spagnulo porta alla pista ciclopedonale in cui è stato ucciso Cianfrone. Fotogrammi che riprendono il passaggio della moto di grossa cilindrata di colore nero poi sequestrata nel garage dei sospettati. Non solo: nel percorso d’andata la coppia ha fatto sosta in un bar della zona. Le immagini ritraggono due persone con fisionomia e indumenti assolutamente compatibili con la descrizione fornita dai testimoni.
I PARENTI Rimane il dolore della famiglia della vittima. «Assassini», scrive su Facebook la sorella Francesca Cianfrone, «non vi perdonerò mai, neanche alla mia morte».
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