Udc a pezzi, ma nessuno passa a Forza Italia

28 Novembre 2018

Russo, Ricciardi e Viola: «Restiamo nel partito, ma senza chiarimenti prenderemo altre strade»

CHIETI. La crisi comunale rischia di mandare in pezzi l’Udc teatino. I poli opposti del partito ormai si parlano solo per lettera. Giovedì scorso il segretario regionale Enrico Di Giuseppantonio e quello provinciale Andrea Buracchio hanno scritto ai due consiglieri Udc fedeli alla maggioranza, Marco Russo e Clara Riccardi, e all’assessore Antonio Viola, chiedendo contezza su un loro ipotizzato passaggio in Forza Italia. I tre hanno risposto lunedì scorso smentendo il passaggio e lamentandosi per come viene condotta la vita interna al partito, sia a livello comunale, che provinciale e regionale. Un modo di fare per cui i tre si sono sentiti esclusi dalla vita di partito. E per questo motivo Russo, Ricciardi e Viola minacciano di trarne le dovute conclusioni e rendere realtà il passaggio in FI che al momento non si è ancora verificato.
Forse le notizie di passaggi in FI, scrivono i tre, sono state dedotte dalla stampa a partire «dal quadro generale scaturito dalla continua divergenza all’interno del gruppo consiliare negli indirizzi politico-amministrativi in consiglio comunale, dove noi abbiamo un atteggiamento coerente e costruttivo in quelle che sono le indicazioni del partito nella coalizione di centrodestra. Evidentemente i nostri alleati hanno captato la nostra difficoltà e hanno pensato che potessimo essere utili al loro partito per esperienza amministrativa e valore elettorale non meno come buoni e coerenti alleati. Comunque sia la notizia è priva di fondamento: da parte nostra non c’è stata alcuna dichiarazione in tal senso a chi che sia». I tre colgono l’occasione anche per chiedere «chiarimenti sul fatto che dal mese di aprile non abbiamo più avuto incontri a livello provinciale e regionale sulle questioni politico-amministrative. Abbiamo chiesto una riunione ufficiale del gruppo consiliare al capogruppo circa un mese fa per decidere le linee da seguire, senza avere nessuna risposta, neanche negativa. E infine non siamo stati convocati al consiglio regionale del partito a Pescara dove si è parlato di elezioni regionali e di candidature, pur essendo noi componenti di tale consiglio». A questo punto, minacciano i tre, «senza detti chiarimenti, le illazioni giornalistiche poterebbero diventare, nostro malgrado, una non desiderata e non auspicabile necessità». (a.i.)