Uffici comunali, da gennaio via al trasloco

In via Nicolini, al posto della sede dei vigili, ipotizzato un project financing per parcheggio e palazzo
CHIETI. Da gennaio prossimo il Comune lascia la sede dell’ex Banca d’Italia in corso Marrucino e torna a palazzo d’Achille in piazza San Giustino. La ristrutturazione della storica sede è durata più del previsto, anche a causa di un’ala che è stata lesionata dalle ultime scosse di terremoto, ma all’inizio del 2018 dovrebbe essere tutto a posto. L’amministrazione vi trasferirà tutti gli uffici politici e tutti gli sportelli aperti al pubblico, oltre alla ragioneria, al Ced e all’ufficio anagrafe. Palazzo De Pasquale, invece, verrà destinato a una vocazione diversa da quella sinora ricoperta con gli uffici di Teateservizi, spostati a piazza Carafa nella delegazione comunale scalina (che però manterrà la sala lettura, la biblioteca e la sala conferenze). Anche Chieti Solidale lascerà la sede di via Mazzetti, sempre a palazzo De Pasquale, per trasferirsi in via Salomone, nella ex sede del centro vaccinale. In viale Amendola, invece, verrà istituito una sorta di polo tecnico del Comune, con gli uffici dell’urbanistica, l’ufficio casa, i lavori pubblici e il settore ambiente. Si deciderà, infine, se liberare uno tra i due edifici di via delle Robinie e via Nicolini. Se si opterà per quello di via Nicolini, il corpo di polizia municipale verrà trasferito in via delle Robinie e per lo stabile di via Nicolini si parlerà con la Provincia, comproprietaria dell’immobile, per approntare un project financing affinché in quel posto vengano realizzati un parcheggio pubblico e una nuova palazzina.
«La riorganizzazione degli uffici», ha detto il sindaco Umberto Di Primio, «partirà non appena verrà chiuso il cantiere di palazzo d’Achille». La sede storica del Comune è chiusa dal terremoto del 2009. Le ultime scosse sismiche, però, ne hanno lesionato un’altra ala. Per questo motivo a marzo scorso il Comune ha chiesto alla Regione di poter impegnare i 600mila euro derivanti dalle economie di gara per sistemare anche il nuovo problema e completare i lavori. La Regione ci ha messo un po’ di tempo, circa 5 mesi, ma alla fine ha autorizzato la variante in corso d’opera. Questa operazione, però, ha rallentato ovviamente i lavori, che il Comune stimava potessero essere completati addirittura nella scorsa primavera. Questa volta, però, dovrebbe filare tutto liscio. (a.i.)

