Uffici postali a orario ridotto disagi e proteste in nove paesi

9 Settembre 2015

L’azienda porta avanti il piano dei tagli che prevede aperture solo in alcuni giorni della settimana Turdò (Movimento Italia Unita): «Disservizi soprattutto per gli anziani costretti a lunghe file»

VASTO. A partire da lunedì scorso nove uffici postali del vastese lavorano a ritmo ridotto. La mannaia di Poste italiane si è abbattuta su Schiavi d’Abruzzo, Torrebruna, Carunchio, Celenza sul Trigno, Roccaspinalveti, Carpineto Sinello, Liscia, Palmoli e Lentella.

Il piano prevede che questi uffici postali restino aperti solo alcuni giorni della settimana. Lo scorso inverno la decisione era stata bloccata dall’intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in seguito all’azione dell’Anci (l’associazione dei Comuni) Abruzzo e della presidenza della giunta regionale. Questa volta, però, pare che Poste italiane sia irremovibile.

Gli amministratori comunali sono convinti che questa razionalizzazione si tradurrà in gravi disservizi per la popolazione e, soprattutto, per le persone anziane che si troveranno a non poter usufruire di servizi essenziali con la conseguenza di essere costretti a lunghe file o a ritardare le proprie operazioni postali.

«La chiusura degli uffici è un ulteriore colpo mortale alle zone interne», si aggiunge alla protesta Antonio Turdò del movimento “Italia Unita”. Il piano di razionalizzazione prevede anche la chiusura definitiva dell’ufficio di frazione San Giacomo nel comune di Scerni.

«Il movimento Italia Unita», dice Turdò, «ricorda che nelle zone interne del Vastese, soprattutto dove tutto è reso più difficile dalle condizioni delle strade di collegamento, questa decisione equivale a dire ai cittadini che devono andare via.In alcuni casi le arterie stradali sono ridotte a vere e proprie mulattiere. La strada Carunchio-Palmoli, ad esempio, è in uno stato pietoso da anni, la strada che dalla Statale 86 sotto Liscia va a Roccaspinalveti ha sconnessioni incredibili quasi da cross, con grande pericolo per gli automobilisti. Ancora, la strada che da Torrebruna porta a Schiavi d’Abruzzo è franata e verso Castiglione definitivamente chiusa».

Turdò ricorda poi che il 70 per cento della popolazione residente che vive nei paesi dell’interno è composto da ultra settantenni che non hanno un rapporto stabile con la telematica, spesso soli e senza concreto aiuto dei familiari e che hanno bisogno dell’ufficio postale per l’ordinaria operatività di cui necessitano.

«Certo, meglio avere l’ufficio postale a scartamento ridotto che non avere il medico o la guardia medica o il pediatra», riflette l’esponente di Italia Unita, «resta il fatto, però, che la riduzione di un servizio è un ulteriore colpo mortale alle zone interne, figlio di scelte errate che negli anni hanno portato ad uno spopolamento irreversibile e che hanno depauperato definitivamente i nostri paesi». (p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA