Uffici postali a orario ridotto Respinti i ricorsi di 7 comuni

16 Dicembre 2015

ALTINO. Il Tar di Pescara ha respinto i ricorsi presentati dai comuni di Altino, Bomba, Perano, Palmoli, Montenerodomo, Civitella e Schiavi d’Abruzzo contro Poste Italiane e ministero dell’Economia...

ALTINO. Il Tar di Pescara ha respinto i ricorsi presentati dai comuni di Altino, Bomba, Perano, Palmoli, Montenerodomo, Civitella e Schiavi d’Abruzzo contro Poste Italiane e ministero dell’Economia per il taglio, dal 7 settembre 2015, dell’orario di apertura al pubblico degli uffici postali dei vari comuni. Secondo il “Piano di razionalizzazione degli uffici postali anno 2014” dell’azienda, gli sportelli di questi paesi sono stati chiusi oppure aperti “part-time”, ovvero solo tre giorni a settimana. Con danno, però, dei cittadini. La decisione è stata così impugnata dai sette sindaci dinanzi al tribunale amministrativo regionale che, però, ha respinto i ricorsi.

«Grazie all’amministrazione comunale e alle proteste dei cittadini l’ufficio del centro non è stato chiuso», dice il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, «ma è rientrato tra quelli razionalizzati. Ma, come gli altri comuni firmatari del ricorso, crediamo che questi uffici siano servizi pubblici sociali e vitali per le nostre comunità e non andrebbero tagliati o ridimensionati». Un taglio che, per i sindaci, non terrebbe neanche conto della situazione geografica ed orografica del territorio comunale che costringerebbe i residenti a percorrere chilometri e strade tortuose per raggiungere gli uffici rimasti aperti. Ma il Tar ha respinto tutti i ricorsi. Tra alcuni giorni i sindaci si ritroveranno anche con il legale, l’avvocato Aldo La Morgia, per decidere se presentare o meno il ricorso al Consiglio di Stato. (t.d.r.)

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