Ultimatum del prefetto: sì al bilancio o commissario

Dopo il via libera in giunta, Di Primio è ancora a caccia di numeri per l’approvazione La lettera: 20 giorni per il voto o il consiglio verrà sciolto con un anno di anticipo
CHIETI. Il Comune dovrà approvare entro 20 giorni il bilancio consuntivo: in caso contrario, l’amministrazione cadrà con un anno di anticipo e arriverà un commissario. È datata 22 luglio l’ultima diffida partita dalla prefettura e indirizzata al sindaco Umberto Di Primio. «Risulta che il consiglio comunale non ha ancora provveduto a deliberare il rendiconto di gestione per l’esercizio 2018», si legge nella nota a firma del viceprefetto vicario Domenica Calabrese. «Si assegna il termine di 20 giorni dalla notifica della presente a tutti i consiglieri comunali – da effettuarsi a cura del segretario comunale – per provvedere all’adempimento. Decorso infruttuosamente tale termine, lo scrivente sarà costretto a procedere alla nomina di un commissario ad acta, avviando la procedura per lo scioglimento del consiglio comunale».
Venerdì scorso la giunta Di Primio ha approvato il documento finanziario, proprio nel giorno della scadenza della prima diffida del prefetto Giacomo Barbato. Adesso, però, è arrivato l’ultimatum e lo scontro si sposta in consiglio comunale. È qui che il sindaco si ritrova in minoranza. Le trattative tra Di Primio e i ribelli del centrodestra – i 5 consiglieri di Forza Italia e i due dell’Udc – vanno avanti per ricucire lo strappo provocato da mesi di liti. Ma non è scontato che si trovi l’accordo: l’ultima riunione tra i segretari provinciali dei partiti e il sindaco – assente la Lega – è finita con un’altra fumata nera. Ora, come nel caso del bilancio preventivo approvato il 2 luglio scorso per appena un voto, si riaprono le danze. Dalla parte del sindaco ci sono soltanto 10 consiglieri fedelissimi: Stefania Donatelli e Nicola Rapposelli di Fdi, Marco Di Paolo e Graziano Marino della Lega, Nicoletta Di Biase (Identità Teatina), Franco Di Pasquale (Noi Domani), Clara Ricciardi e Marco Russo dell’Udc e Diego Costantini del gruppo misto. Di Primio è obbligato a tendere una mano ai dissidenti: di fronte si trova 8 ribelli – Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli di Forza Italia, Mario De Lio e Roberto Melideo dell’Udc e il presidente del consiglio Liberato Aceto – e i 14 dell’opposizione. Forza Italia potrebbe rientrare ma dipende da due fattori: un rimpasto di deleghe in giunta visto che non c’è possibilità di estromettere, come richiesto da due mesi, l’assessore di Fdi Carla Di Biase e l’assunzione dei 48 precari storici della Teateservizi, 20 senza selezione e altri 28 tramite avviso pubblico. Anche l’Udc potrebbe garantire appoggio ma soltanto in cambio di certezze sulle tariffe Tari: secondo i consiglieri, appoggiati dal segretario provinciale Andrea Buracchio, i residenti avrebbero pagato più del dovuto.
In attesa di tornare in aula per il consuntivo, è stato convocato un consiglio comunale per lunedì prossimo (seconda convocazione mercoledì). All’ordine del giorno, il riconoscimento dei debiti fuori bilancio e gli assestamenti del bilancio di previsione 2019-20.

