Ultimatum di Del Vecchio: 7 giorni per tornare al lavoro

L’ex direttore generale non si arrende e minaccia un nuovo ricorso alla magistratura Il manager contesta il licenziamento: «Il recesso del contratto è illegittimo e inefficace»
CHIETI. Irriducibile come sempre, l’ex direttore generale dell’università d’Annunzio Filippo Del Vecchio non si dà per vinto e chiede di tornare al lavoro. Anzi, più che “chiedere”, “intima” e diffida l’ateneo a rimetterlo al suo posto, convinto di essere pienamente nel giusto. Concede all’università sette giorni di tempo per riportarlo al vertice della struttura amministrativa, altrimenti minaccia un nuovo ricorso al giudice. I sette giorni scadono proprio oggi. La diffida a firma di Del Vecchio e del suo avvocato, Giuseppe Cannati, è arrivata infatti venerdì scorso all’indirizzo del rettore Sergio Caputi. In una paginetta l’ex direttore generale contesta il suo licenziamento e dice che il recesso del contratto non è valido. Il suo avvocato aggiunge anche che il manager di ferro potrebbe risentire di tutto quello che gli è accaduto anche a livello psicofisico.
«Il mio assistito», scrive l’avvocato Cannati al rettore nell’incipit della missiva, «contesta il licenziamento disposto dall’Università con la nota del 7 luglio 2017». Secondo il difensore di Del Vecchio, il recesso del suo contratto individuale è «inesistente, invalido, inefficace e, comunque, illegittimo». Da questo punto di vista, l’ovvia conseguenza è che «egli, pertanto, vi offre le sue prestazioni lavorative con ogni conseguenza di legge».
A seguire l’avvocato fa capire quanto il comportamento adottato nei confronti del suo assistito sia «gravemente lesivo». E non è solo l’aspetto economico quello a cui si riferisce il legale: «Non si tratta solo delle decurtazioni e delle sospensioni riguardanti il suo stipendio e della corresponsione della retribuzione di risultato, non ancora avvenuta, e dei conseguenti riflessi patrimoniali, ma di molto altro. L’intera situazione e soprattutto il licenziamento sono, infatti, fonte di importanti pregiudizi anche alla sua sfera psicofisica, alla sua reputazione e immagine, alla sua professionalità». E dunque, con tutti questi problemi in ballo, «per mio tramite», scrive Cannati, «Del Vecchio intima a questa Università l’immediata ripresa della sua attività lavorativa e il pagamento di tutto quanto a lui dovuto». E visto che non sta scherzando, l’ex dg assegna un termine alla propria richiesta: «In mancanza, entro e non oltre sette giorni dal ricevimento della presente, verrà adita l’autorità giudiziaria competente con ulteriori aggravi a carico dell’Ateno».
La lettera si chiude con la richiesta di due delibere e di «ogni atto acquisito e presentato nel corso delle suddette sedute». Le sedute sono quella del Consiglio d’amministrazione del 27 giugno e quella del 26 luglio sempre del Cda.
Nel frattempo il rettore ha già emesso un bando per trovare il suo sostituto. Il bando si chiude a fine agosto. Attualmente le funzioni di direttore generale sono ricoperte dal funzionario appartenente alla categoria di “elevata professionalità” Lucia Mazzoccone.

