Ultimo appello per la Ball «Ora intervenga Di Maio»

I sindacati incontrano i parlamentari: da Roma arriva anche il grillino Sorial Gli operai licenziati scrivono ai clienti dell’azienda: condividete la nostra rabbia
S. MARTINO SULLA MARRUCINA. Ci sarà anche il vice capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, Giorgio Sorial, all’incontro sulla Ball convocato per domani mattina in Provincia dal presidente Mario Pupillo. L’esponente dei 5 Stelle ha già seguito il primo incontro romano sulla vertenza della fabbrica di San Martino sulla Marrucina e ha deciso di essere presente a Chieti all’incontro sollecitato dal sindaco di San Martino Luciano Giammarino e dagli esponenti sindacali di Fiom Cgil e Fim Cisl. «Siamo molto contenti che venga il vice capo di gabinetto del Mise», ha detto Andrea De Lutis della Fiom, «perché la richiesta che rivolgiamo al governo è quella che sia il ministro Luigi Di Maio in persona a prendere in mano la vertenza che di giorno in giorno diventa sempre più difficile». Martedì scorso, a sorpresa, la multinazionale americana che produce lattine ha deciso di chiudere la produzione. I 70 lavoratori, più i 15 dell’indotto, sono stati rimandati a casa con un avviso affisso in bacheca. Tutto questo mentre sono ancora in corso le trattative sindacali. «È tutto assurdo», commenta il sindaco Giammarino, che ha accompagnato l’invito di Pupillo ai parlamentari con una propria mail per meglio far comprendere la difficoltà della vertenza e quella di un intero territorio dove è ormai rimasto pochissimo. Anche i dipendenti hanno inviato una lettera, ma questa volta indirizzata a tutti i clienti dell’industria di lattine. Dopo l’appello alla Coca Cola, il principale cliente Ball, fatto dal presidente della Regione Giovanni Lolli, anche i lavoratori si sono dati da fare. Nella lettera hanno definito l’atteggiamento utilizzato dalla multinazionale americana «il peggior modo possibile di chiudere un’attività, senza preoccuparsi minimamente dei lavoratori e delle pesanti ricadute sul territorio, questo per mano di manager senza scrupoli e senza un minimo di rispetto verso lavoratori e istituzioni. Una decisione del tutto irragionevole e inaspettata che spazza via con un comunicato lapidario anni e anni di know-how, lavoro, e con esso i nostri sogni. Noi chiediamo, alla luce del vostro codice etico, di fare voi stessi da interlocutori, chiedendo alla Ball di tornare sui propri passi. Vi chiediamo di raccogliere e condividere la nostra rabbia nei confronti di chi non ha rispetto per il nostro lavoro, le nostre famiglie, le istituzioni e quindi, il nostro paese». La richiesta alle aziende che lavorano con Ball è, dunque, di applicare il loro codice etico e, di conseguenza, di intervenire nei confronti della multinazionale.
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