Umberto non ce l’ha fatta, paese in lutto

È morto D’Annunzio, il 23enne rimasto ferito alla testa domenica scorsa da un colpo di fucile partito mentre puliva l’arma
CASALANGUIDA. Non ce l'ha fatta Umberto D'Annunzio, 23 anni. Devastanti i danni provocati dal colpo di carabina con cui domenica mattina si era ferito mentre puliva l'arma. Il cuore di Umberto si è fermato per sempre ieri mattina all'ospedale di Pescara. Per tre giorni il giovane ha vissuto grazie a una macchina che lo ha tenuto in vita. Un dolore straziante per la famiglia e l'intera comunità di Casalanguida. Il sindaco Luca Conti ha deciso di proclamare il lutto cittadino il giorno in cui saranno celebrati i funerali.
«L'incidente capitato a Umberto ha sconvolto tutti. Era una bravissimo ragazzo. Mancherà a tutti», dice commosso il sindaco Conti. La disgrazia è avvenuta domenica scorsa. Umberto, che era appassionato di armi e spesso si esercitava al tiro a segno al poligono di Chieti, ha deciso di dedicare la domenica alla pulizia del fucile a cui teneva tanto. Purtroppo è partito un colpo che lo ha colpito ad una tempia. A scoprire quello che era successo è stato poche ore dopo il padre Fiore. L'uomo ha subito richiesto il soccorsi. Gli operatori del 118 hanno trasferito Umberto a Pescara. I medici erano pronti ad eseguire un delicato intervento chirurgico, ma le analisi a cui è stato sottoposto hanno rivelato la gravità della situazione. Umberto era sprofondato in un coma profondo. La madre Gemma, il padre e la sorella Lucia hanno sperato fino all'ultimo in un miracolo.
L'assoluta mancanza di reazione agli stimoli ha rivelato la morte cerebrale del giovane operaio. Ieri mattina si è fermato anche il suo cuore. Per Casalanguida è stata una notizia devastante. Il 23enne era un ragazzo solare. Lavorava in un'azienda della Val di Sangro. Quando era in paese, era sempre a disposizione di tutti. Difficile rassegnarsi ad un destino così crudele.
La famiglia ha annunciato la sua morte con un manifesto in cui alle spalle di Umberto appare un arcobaleno, simbolo dell'unione fra i cielo e la terra, il visibile e l'invisibile, tra lo spirito e l'uomo.
La morte di Umberto è stata per chi gli voleva bene un passaggio, ma lui continuerà ad essere vivo nel cuore di tutti. Sull'incidente costato la vita ad Umberto indagano i carabinieri della compagnia di Atessa diretti dal capitano Federico Ciancio. I funerali saranno celebrati a data da destinarsi.
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