«Un anno per unirsi con Pescara»
La prima intervista. «Chieti ha la forza dei numeri. Sono orgoglioso di papà»
CHIETI. Presidente Di Vincenzo qual è la prima cosa che farà?
«Senza dubbio la fusione con Pescara. E anche per questo sono molto contento del fatto che siamo arrivati in maniera pressoché unitaria alla mia elezione, perché questo risultato significa anche arrivare con più forza alla fusione, significa, cioè, costruire assieme un progetto che ci permetta poi di trattare con forza con Pescara e soprattutto con un progetto comune».
Che tempi ha l’operazione? «Ha una sua complessità, devo ancora analizzarne tutti i dettagli, comunque, non meno di un anno, non più di un anno e mezzo».
Cosa porta Chieti al tavolo delle trattative con Pescara? «Porta i suoi progetti. Quelli di una città che può giocare un ruolo residenziale di qualità nell’area metropolitana e quello di polo culturale. Noi vorremmo che questa fusione non fosse solo quantitativa, anche se da questo punto di vista la Camera di commercio teatina riunisce il maggior numero in Abruzzo, ma dal punto di vista qualitativo di progetti comuni».
Quali sono gli altri punti cardine del suo programma? «Essenzialmente due. Il primo interessa il settore industriale, perché intendiamo portare avanti il progetto del Campus dell’automotive e il secondo il settore turistico e, in particolare, la costa dei trabocchi».
Cosa pensa delle polemiche che hanno preceduto la sua elezione?
«Penso che talvolta l’astio momentaneo fa usare delle parole sbagliate. Nonostante mio padre sia stato presidente della Camera di commercio, non credo che nel mio caso si possa parlare di dinastia. Penso che la mia storia personale di 35 anni di valorizzazione del territorio abruzzese possa parlare da sola».
Parlando di suo padre l’abbiamo vista commuoversi... «Avevo intenzione di ricordare la figura di mio padre e di dire quanto ne fossi orgoglioso. Poi mi sono sentito in dovere di rispondere sul fatto della dinastia. Ma sono sicuro che riusciremo a riallacciare i ponti con tutti. In fondo, alla fine, non c’è stato alcun voto contrario». Ha parlato con i due rappresentanti della Cna che non l’hanno votata?
«Ci ho parlato appena chiusa la votazione. Ci siamo spiegati. Per me, dunque, la questione si è chiusa qui. Ora si volta pagina».(a.i.)

