Un centro antiviolenza e di cultura nell’edificio confiscato alla mafia

17 Aprile 2022

Santa Maria Imbaro. Palazzo tolto nel 2016 alla criminalità organizzata diventa la “Casa dei mandarini” La sindaca Di Nunzio: «Vogliamo soddisfare la richiesta di servizi che viene dai residenti e dai giovani» 

SANTA MARIA IMBARO. Nel palazzo storico confiscato alla mafia nel 2016 e trasferito al Comune di Santa Maria Imbaro nel 2019, nascerà la “Casa dei mandarini”, un progetto a più mani che trasformerà l’immobile in un centro della cultura per la comunità locale di duemila abitanti. Il progetto è il risultato di un lavoro sinergico tra le diverse figure professionali coinvolte - lo Studio Lap Architettura; Carlo Colloca, docente di Analisi sociologica e metodi per la progettazione del territorio all’Unict; Antonella Agnoli progettista culturale; l’architetto paesaggista Marilena Baggio; Nicla Roberto fundraiser e Civica - proposto nell’ambito della Strategia nazionale per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie prevista dal Pnrr.
«Con questo progetto», dice la sindaca Maria Giulia Di Nunzio, «vogliamo soddisfare il bisogno di servizi sociali e culturali comunitari attraverso il recupero dell’immobile abbandonato nel centro storico. Unico elemento vitale nel contesto è un mandarino che ha messo qui le sue radici ispirando l’idea progettuale».
Il sindaco spiega nel dettaglio come si è arrivati all’iniziativa culturale. «Con delibera di giunta comunale del 24 marzo 2022 è stato approvato il progetto definitivo di recupero, rifunzionalizzazione e valorizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata, attraverso i finanziamenti previsti dal Pnrr. La “Casa dei mandarini” è un’occasione per la nostra comunità, in cui realizzare uno spazio capace di offrire delle concrete opportunità sociali ed economiche promuovendo cultura, inclusione, politiche di solidarietà e modelli di sviluppo alternativo e partecipativo. L’assegnazione dell’immobile da parte dello Stato al Comune suscitò stupore inizialmente, tuttavia ci siamo scontrati con l’impossibilità economica di realizzare una struttura di così grande valore. Così, grazie all'idea e al supporto dello studio Lap Architettura e alla collaborazione di professionisti qualificati, il progetto si è veramente concretizzato in una elaborazione complessa e all’avanguardia.
La “Casa dei mandarini” è un centro di aggregazione e di socialità, pensato per ospitare attività socio-educative per giovani e bambini e servizi di prossimità, garantendo spazi adibiti a ludoteca e laboratori d’arte, sala studio e biblioteca. È un luogo di incontro, di crescita e di svago i cui ambienti - nella luce, nelle forme, nei colori e nei materiali - riflettono lo slancio vitale e rigenerante che ne ha ispirato l'ideazione e stimolano il sogno e la creatività. Un ambiente che vuole creare effervescenza culturale supportando la nascita di nuove attività di imprenditoria e forme di autoimpiego, come laboratori, botteghe dei mestieri e networking. La Casa dei mandarini è inoltre "safe space" per la comunità, promuovendo una cultura contro la violenza e la discriminazione di genere.
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