«Un consiglio a tutti i genitori: dialogate con i vostri ragazzi»

«Le conseguenze della dad nei ragazzi sono quelle di sentirsi sopraffatti da un’immagine negativa di tipo “questa sofferenza non finirà più” provando ansia al punto che la convinzione negativa si...
«Le conseguenze della dad nei ragazzi sono quelle di sentirsi sopraffatti da un’immagine negativa di tipo “questa sofferenza non finirà più” provando ansia al punto che la convinzione negativa si radichi nella mente. Questi pensieri e sensazioni negativi producono dolore emotivo, paura e impotenza appresa. Do alcuni consigli ai genitori. Tenete sempre un dialogo aperto con i figli spiegando che sarete sempre la loro base sicura: dovete aiutarli a comprendere che le nuvole delle emozioni negative si dilegueranno, sono mutevoli e temporanee. Non si sentiranno tristi, arrabbiati, feriti o soli per sempre e, non soffriranno per sempre. Il cervello è modellato incessantemente dalle interazioni sociali, che in questo momento sono ridotte ma è importante promuovere il senso di appartenenza al “noi” per favorire abilità relazionali e lo sviluppo dell’autostima che deve passare, in questo momento, attraverso il gruppo ma senza il contatto con la fisicità, la presenza dei coetanei. Il cervello, essendo predisposto per l’interazione interpersonale, è utile a sostenere i legami che uniscono l’uno con l’altro: alla famiglia, agli amici, ai compagni di classe, insegnanti ecc. Nei modi possibili, rispettando le regole di protezione e sicurezza. Al momento non ci sono dati attendibili che possono accertare che questa condizione di isolamento sociale provochi danni irreparabili nella psiche dei ragazzi: spengo qualsiasi l’allarmismo. Questo è un processo di adattamento alla situazione che richiede un accomodamento e un’abituazione a questo fenomeno, il cervello è plastico e si adatta a tutto questo. Consiglio di non allungare i tempi di esposizione al pc se non per la dad perché si rischia di incrementare il fenomeno della dipendenza da internet volta alla riduzione di stati emotivi-affettivi percepiti negativamente. Suggerisco attività fisica all’aperto e di aumentare l’indice di divertimento familiare con occasioni per stare insieme».
Vilma Claudio
psicoterapeuta e psicologa

