Un documento dà lo stop alla Spatocco

Febbo (Forza Italia) svela l’atto firmato da due funzionari del Comune che dice: «La domanda non può essere accolta»
CHIETI. «I funzionari del Comune hanno definito inaccoglibile la richiesta di lavori protocollata da Spatocco. Non a caso il sindaco non ancora dà nessuna autorizzazione a distanza di due mesi». Mauro Febbo, presidente della commissione regionale di vigilanza, torna a denunciare lo svuotamento delle cliniche private Spatocco e Villa Pini, a vantaggio della pescarese Pierangeli e della clinica Villa Serena di Città Sant'Angelo, e mostra un documento inedito che certificherebbe, a suo dire, il tentativo della clinica Spatocco di trasformarsi in una casa di riposo. Il j'accuse arriva dopo l'inchiesta aperta dalla magistratura di Pescara a seguito di un esposto proprio di Febbo che ha già portato in dote perquisizioni dei Nas nell'assessorato regionale alla sanità e nella stessa Spatocco.
Tutto ruota intorno al decreto numero 4 approvato dalla Regione in data 11 gennaio che, di fatto, ridisegna la sanità privata teatina in virtù dei dettami del decreto Lorenzin che fissa a 60 il numero minimo di posti letto accreditabili. «E' mio preciso dovere denunciare la macelleria sociale in atto nel sistema sanitario che sta coinvolgendo pesantemente Chieti e la sua provincia. La Regione - attacca Febbo- sta attuando la sua riforma sanitaria con il pretesto del decreto Lorenzin».
IL DOCUMENTO INEDITO. Viene sventolato da Febbo e porta la data del 20 gennaio. Si tratta di una comunicazione interna tra gli uffici e il sindaco Di Primio. Il quale, pochi giorni prima, aveva chiesto lumi sulla richiesta protocollata in data 25 novembre dalla Synergo srl, società che gestisce la clinica Spatocco, riguardo ad una Comunicazione di inizio lavori (Cil) all'interno della clinica teatina. Ebbene, l'istruttore responsabile dell'Ufficio sanità del Comune, Rosella Di Monte, ed il direttore del Suap, Angela Falcone, definiscono l'istanza della Synergo «inaccoglibile in quanto la fattispecie di che trattasi è inquadrabile in una trasformazione».
Come a dire, dietro la richiesta di semplici lavori ci sarebbe un vero e proprio cambiamento d'uso della clinica.
Un'altra anomalia, sottolinea Febbo, è da ricercare nelle motivazioni addotte dalla Synergo con la società che parla di lavori necessari “all’ampliamento dei posti accreditati". «Ma come faceva la società a sapere dei presunti ampliamenti dei posti accreditati- chiede Febbo- già due settimane prima della firma del decreto regionale?».
LA ASL E SPATOCCO. Anche la Asl, in data primo febbraio, attraverso una nota del dirigente medico Ada Mammarella, fa spallucce sul presunto processo di riorganizzazione della clinica Spatocco. «A tutt'oggi- si legge nella comunicazione mostrata da Febbo- non risulta alcuna richiesta da parte del competente ufficio comunale ai fini del rilascio del parere di competenza». Ma la Synergo srl non sta a guardare e il 10 febbraio indirizza una nota al Comune e, per conoscenza, alla Asl ed alla Regione in cui, in soldoni, fa presente che non servono autorizzazioni per "modifiche non strutturali”. Per avvalorare le proprie tesi la Synergo cita l'allegato 6 della delibera di giunta numero 36 del 2009. «Che però- dice Febbo- riguarda la nomina di un responsabile del servizio regionale difesa del suolo. Che futuro avrà la clinica Spatocco che al momento conta solo 44 posti letto per acuti».
VILLA PINI. La clinica versa in una situazione desolante per il presidente della commissione di vigilanza. «Villa Pini aveva 59 posti letto. Bastava aggiungerne uno- dice - per salvarla invece si è deciso lo spostamento a Pescara senza nessuna compensazione di posti letto, anche pubblici, a Chieti».

