Un malore mentre va in udienza: il giudice Moroni muore a 57 anni

12 Aprile 2023

La tragedia a Lecce, dove il magistrato teatino lavorava nella sezione fallimentare del tribunale L’allarme lanciato dai suoi collaboratori. Fatale un infarto, i funerali nella chiesa della Trinità

CHIETI. Una vita al servizio della giustizia, quella di Paolo Moroni. Lontano dalla sua Chieti, prima a Tricase, Gallipoli, Casarano e infine a Lecce, dove da alcuni anni lavorava nella sezione fallimentare del tribunale. Qui i colleghi lo attendevano per alcune udienze programmate, ieri mattina. Ma negli uffici del tribunale civile non ci è mai arrivato, perché stroncato da un infarto mentre era in auto a Monteroni, comune a pochi chilometri da Lecce, dove abitava da qualche anno.
Giurista raffinato e magistrato anche in Corte d’Appello, Moroni è morto ieri mattina a 57 anni. I colleghi salentini ne ricordano l’alto valore morale e intellettuale, la grande preparazione, il garbo, la gentilezza e quell’ironia innata da buon abruzzese. Originario di Chieti, dove risiedeva in corso Marrucino 145 assieme alla sua famiglia, molto conosciuta in città, non era sposato e non aveva figli. Si era trasferito in Salento nel 1999 e, qualche mese fa, nell’agosto 2022, si era anche candidato al Consiglio superiore della magistratura nelle vesti di “sorteggiato” per la componente togata nel collegio 4 che comprende Puglia, Basilicata, Sicilia e Calabria.
A lanciare l’allarme sono stati i collaboratori, preoccupati per l’insolito ritardo del magistrato. Una volta attivate le ricerche, Moroni è stato trovato dai carabinieri ormai privo di vita, riverso nella sua auto, ferma a poca distanza da casa. Il cuore aveva cessato di battere poco prima di mettere in moto il mezzo. A risultare fatale sarebbe stato un arresto cardiocircolatorio. Il professionista da qualche tempo era in cura per un problema serio di salute. A nulla sono serviti i soccorsi: i medici del 118, arrivati sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La salma è stata trasferita all’obitorio di Lecce e poi restituita ai familiari per la celebrazione dei funerali, oggi alle 16,30 nella chiesa di Santa Rosa. Il fratello Giulio è in arrivo in Salento. Una seconda cerimonia funebre si svolgerà anche nella sua città nativa, nella chiesa della Trinità. La data sarà fissata oggi.
La tragica notizia si è diffusa in poche ore negli ambienti giudiziari salentini, dove il magistrato era molto stimato e apprezzato da colleghi, collaboratori, cancellieri e avvocati che hanno avuto il piacere di incrociarlo nel corso della sua carriera ultraventennale. «La procura generale di Lecce rende onore a Paolo Moroni», scrive il procuratore generale della Corte d’Appello distrettuale di Lecce, Antonio Maruccia, sul suo profilo Facebook, «magistrato libero e indipendente, apprezzato da tutti per le sue qualità umane e professionali». «È una grossa perdita per il mondo della giustizia salentina», commenta il presidente del tribunale Roberto Tanisi, «Moroni era un giudice preparato, studioso delle nozioni giuridiche e attento a tutte le dinamiche e le evoluzioni del processo. Ma era anche una persona dotata di una cultura raffinata. Era un piacere essere in sua compagnia perché con lui potevi parlare di tutto per ore senza accorgertene». «Lo ricordiamo», si legge sulla pagina social degli Avvocati salentini, «oltre che per la grande preparazione, per quelle sue naturali doti di simpatia e disponibilità per le quali, nel rispetto dei ruoli, i confronti sono sempre stati piacevoli e costruttivi».
Nella sua lettera di presentazione alle elezioni del Csm, Moroni spiegava ai colleghi di non avere mai cercato o accettato incarichi extra «per non sottrarmi all’unico dovere a cui sono chiamato e per il quale si diventa magistrati: amministrare la giustizia e dare riposte a chi ne domanda. Se ti riconosci in un magistrato che passa la quasi totalità del suo tempo a lavorare, concentrato nella definizione degli affari pendenti, senza sentirsi attratto dalle lusinghe egotiche di un ambizioso quanto futile “carrierismo” ti sarà facile riconoscerti in quello che scrivo».
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