Un marchio dei prodotti frentani: cibi e bevande saranno certificati

9 Agosto 2023

Dalle pallotte cace e ove al ciff’e ciaffe: arrivano le norme per la “Denominazione comunale di origine” Il regolamento sarà pronto entro settembre. Anche pane, olio e vino potranno entrare nel registro

LANCIANO. Il rintrocilo, le pallotte cace e ove, lu ciff’e ciaffe, pizz’e foje, i taralli di San Biagio. Ma anche il vino, l’olio e perfino il pane nei prossimi mesi potranno risultare prodotti tipici e caratteristici di Lanciano. Lo ha annunciato l’assessore al Commercio e agricoltura Maria Ida Troilo che, assieme al sindaco Filippo Paolini, sta lavorando a un regolamento per inserire i prodotti enogastronomici tipici della città in un registro per l’ottenimento di un marchio registrato. Si tratta delle “Deco”, ovvero “Denominazioni comunali di origine”, che sono delle certificazioni del settore agroalimentare che hanno la funzione di legare un prodotto o le sue fasi realizzative a un particolare territorio comunale. A differenza delle denominazioni protette a livello europeo, le Deco vengono disciplinate a livello comunale e sono pertanto alla portata di iniziative di valorizzazione locale di prodotti e ricette tipici del territorio. Città come Bologna, hanno già prodotti a denominazione Deco che esaltano le tipicità locali come ad esempio il tortellino, il ragù alla bolognese, la tagliatella al ragù, l’olio extravergine di oliva dei colli di Bologna.
«È un'idea che perseguiamo da tempo», spiega Troilo, «e che abbiamo cominciato a perfezionare in questi mesi. Già nel corso dell’ultima Fiera nazionale dell’agricoltura ho fortemente voluto uno stand di prodotti tipici lancianesi e sono in contatto con un gruppo di imprenditori, tutte aziende lancianesi, che producono qui olio, vino, ma anche miele. È un progetto nato per spingere i nostri prodotti, per creare un marchio riconoscibile delle nostre eccellenze e creare una filiera virtuosa tra produttori e territorio. Con l’inserimento di Lanciano nel circuito delle città dell’olio», prosegue l’assessore, «si sono spesi dei soldi, ma non si è visto alcun risultato concreto. Con la denominazione Deco vogliamo invece creare un indotto e un mercato tutto locale».
Per settembre dovrebbe essere già pronto il regolamento. Le prime denominazioni comunali in Italia sono state disciplinate a partire dal 1990 grazie alla legge 142, che consente ai Comuni di disciplinare in materia di valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali. Dal 2002 le Deco sono normalmente istituite prendendo a modello un regolamento-tipo predisposto dall’Associazione nazionale Comuni Italiani che estende il riconoscimento anche a feste e saperi tradizionali.
«Oggi le Deco sono sempre più uno strumento di marketing territoriale per promuovere il patrimonio gastronomico e culturale della propria città oltre i confini locali e comunali», conclude Troilo, «una cosa deve essere fondamentale: il prodotto o la sua produzione devono essere esclusivamente lancianesi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA