Un maxi complesso per mobili e casalinghi

14 Ottobre 2020

I lavori su 30.500 metri quadrati accanto al Megalò bloccati dalla Regione già a novembre di un anno fa

CHIETI. L’ultimo stop al parco commerciale Mirò è arrivato a novembre scorso dalla Regione, attraverso il Comitato per la valutazione d’impatto ambientale (Via): nella riunione di quasi un anno fa, il Via ha ribadito che l’intervento avviato dalla società bergamasca Sile non può essere completato perché le autorizzazioni sono da considerare ormai scadute. A bloccare i lavori era già stata la sentenza del Tar del 7 marzo 2019 accogliendo il ricorso della Regione. Per bloccare le ruspe. ai giudici amministrativi era bastato annullare l’esito della conferenza di servizi del Comune di Cepagatti che, il precedente 18 aprile 2018, aveva dato l’ok alla ripresa dei lavori.
Il parco commerciale Mirò rappresenta il completamento del progetto con cui è nato il centro commerciale Megalò. Il progettista, sia del primo che del secondo intervento, è infatti l’ingegnere teatino Domenico Merlino. Il complesso stava sorgendo su un’area di 30.500 metri quadri, tra Chieti e Cepagatti, che parte dalla fine del parcheggio del Megalò. A volerlo realizzare è la società bergamasca Sile, della famiglia Locatelli. Il progetto originario, che la società voleva però realizzare con una variante in riduzione su una superficie da 24mila metri quadrati, prevedeva la costruzione di sette edifici commerciali, circondati da parcheggi e verde. La tipologia principale della merce in vendita sarebbe dovuta essere quella dei prodotti per la casa, a partire da un grande negozio di mobili. La costruzione ha visto contrari fin da subito sia il fronte ambientalista che, con il Wwf in testa, ha sempre sostenuto che non si poteva cementificare le rive del fiume Pescara, sia le associazioni dei commercianti, preoccupate per le ricadute sul piccolo commercio. La lotta a colpi di esposti in procura e ricorsi al Tar si è spostata sulla validità o meno delle vecchie autorizzazioni per la costruzione dell’opera datate inizio anni Duemila: il primo permesso a costruire è del 2004. (a.i.)