Un morto anche in Utic: parte l’esposto

27 Marzo 2020

Tampone post mortem su un anziano con i sintomi del Covid: era stato in Medicina. Taglieri (M5S) va dai carabinieri

LANCIANO. Si è spento in Utic martedì ed è stato sottoposto a tampone post mortem perché mostrava i sintomi da Covid-19, Giuseppe De Simone, 88 anni, di Fossacesia. L’anziano è stato trasferito dal reparto di Medicina in Utic il 19 marzo, come ricostruito anche dal consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) che ha presentato una interpellanza in Regione e un esposto ai carabinieri per far luce su quanto sta accadendo nell’ospedale Renzetti. Troppi i contagi tra pazienti e personale partiti dall’Ortopedia, proseguiti in Medicina e si teme in altri reparti. Ancora troppe le carenze dei dispositivi di sicurezza chiesti anche dal sindaco Mario Pupillo che segnala 17 contagi in città e una sessantina di persone in quarantena.
IL DECESSO IN UTIC. Fossacesia piange la scomparsa di Giuseppe De Simone avvenuta martedì mentre era ricoverato in Utic/cardiologia del Renzetti. L’anziano aveva altre patologie ed era stato trasferito da Medicina il 19 marzo scorso per problemi cardiaci. È morto ed è stato sottoposto al test per il Covid-19 visto che aveva dei sintomi; si è in attesa del responso che, al momento, pare positivo. Un trasferimento avvenuto «senza che siano state prese le dovute precauzioni e verificata l’eventuale positività del caso visto l’ambiente da cui proveniva dove c’era già personale contagiato», dice Francesco Taglieri (M5S) che sulla situazione dei contagi al Renzetti, in Ortopedia, Medicina e Utic, e sulla carenza dei dispositivi di sicurezza del personale, non adeguatamente protetto, ha presentato un’interpellanza in Regione e un esposto ai carabinieri. Ad oggi, infatti, si contano 5 medici e 13 infermieri e operatori socio sanitari positivi tra i due reparti, e almeno una decina in malattia mentre per quanto riguarda i pazienti erano 9 positivi in Ortopedia con 2 decessi e due in Medicina anche se si è in attesa dei risultati dei tamponi dei 19 degenti dello stesso reparto e del personale e che si spera arrivaino prima con l’attivazione del Laboratorio di genetica molecolare di Chieti.
INTERPELLANZA ED ESPOSTO. «La salute del personale sanitario non può essere mai messa a repentaglio», dice Taglieri nell’interpellanza e nell’esposto, «invece le notizie arrivate dal Renzetti testimoniano come, in determinati casi, gli operatori non siano stati tutelati a dovere. Le misure in materia di sicurezza sul luogo di lavoro sono indicate nel decreto legislativo 81/2008. Sono prescritti una serie di obblighi inderogabili in capo al datore di lavoro, che deve limitare al minimo i lavoratori esposti, o potenzialmente esposti, al rischio di agenti biologici, proteggere il personale anche con l'utilizzo di dispositivi di protezione individuali adeguati. Invece la Asl Lanciano Vasto Chieti, ha detto al personale sanitario asintomatico e venuto a contatto con un paziente affetto da coronavirus, di proseguire la propria attività professionale, senza fare alcun cenno né a misure di contenimento del contagio, né a sorveglianza sanitaria». Taglieri ha chiesto ai carabinieri di valutare «la sussistenza di violazioni di carattere penale del decreto 81/2008» e la presenza di dispositivi di sicurezza.
I CONTAGI. Dispositivi chiesti anche dal sindaco, Mario Pupillo: «Il personale deve avere adeguati dispositivi di sicurezza per proteggere se stessi, lavorare ed evitare contagi. Nel presidio si attende la sanificazione anche della Medicina, già fatta in Ortopedia, ma si potrà fare dopo il trasferimento dei pazienti appena ci saranno i risultati dei tamponi. In città abbiamo 17 persone contagiate: gli ultimi due casi sono stati comunicati ieri dalla Asl». Un caso è stato segnalato anche a Lama dei Peligni.
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