Un museo con i resti dei capodogli spiaggiati

14 Settembre 2024

Dal Comune incarico per accertare lo stato di conservazione dei tre cetacei in vista di una mostra

VASTO. Uno scavo con un piccolo mezzo meccanico per accertare lo stato di conservazione dei tre capodogli seppelliti in una località di Vasto rimasta segreta. È quanto si accinge a fare l’amministrazione comunale che ieri, durante la tavola rotonda dedicata allo spiaggiamento dei sette cetacei, quattro dei quali si salvarono e ripresero il largo grazie alla generosa mobilitazione di centinaia di persone, ha annunciato tramite l’assessore all’ambiente Gabriele Barisano, di voler fare delle esplorazioni prima di procedere a un eventuale dissotterramento dei resti e alla loro esposizione in una struttura museale.
Lo spiaggiamento ci fu il 12 settembre 2014. Bisogna verificare se, a distanza di dieci anni, gli scheletri sono ancora in buono stato di conservazione. «Ho già parlato con il dottor Vincenzo Olivieri, direttore del Centro studi cetacei di Pescara», dice l’assessore Barisano, «il quale si è detto disponibile a fare il sondaggio per capire in quali condizioni sono le ossa dei tre cetacei morti durante lo spiaggiamento. Ci stiamo organizzando: non appena il dottor Olivieri mi darà la disponibilità faremo questi sondaggi. Sarà lui a decidere se ci sono le condizioni per il disseppellimento. A quel punto dovremmo sviluppare un progetto per capire dove potrebbero essere esposti gli scheletri e trovare le risorse necessarie. Il primo passaggio, ripeto, è capire se facciamo ancora in tempo visto che sono passati dieci anni», conclude l’assessore.
La tavola rotonda, a cui hanno partecipato docenti universitari e professionisti del settore, si è svolta al termine di una giornata iniziata con la intitolazione di una strada della zona industriale di Punta Penna. Quell’area, di proprietà di Arap che ha concesso il nulla osta, si chiama ora “Viale sette capodogli”. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre a Barisano e alla vicesindaca Licia Fioravante, gli assessori Anna Bosco e Alessandro D’Elisa, la consigliera comunale Maria Molino, la guardia costiera, due classi dell’Istituto tecnico Palizzi con la dirigente Nicoletta Del Re, Alessia Felizzi della Cogecstre, Gianni Cordisco di Arap, Franco Sacchetti e Stefano Taglioli. «Abbiamo aggiunto un altro tassello al progetto del Museo diffuso del capodoglio», ha commentato Fioravante, «avere memoria e tramandare quello che è accaduto dieci anni fa è per noi fondamentale soprattutto per ricordare una vicenda di straordinaria importanza che annovera Vasto tra le località citate a livello internazionale. Abbiamo potuto vantare questo primato grazie a uno spiccato senso di comunità che ha spinto tanti cittadini a vestire i panni dei soccorritori coordinati al momento dal personale del Centro Studi Cetacei, dalla Capitaneria di Porto e da tutte le autorità intervenute».
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