Un perito può scagionare medico indagato

Paziente muore dopo le dimissioni, la difesa ottiene la nomina di un esperto per chiarire il giallo
CHIETI. Una perizia disposta dal Gup, Paolo Di Geronimo, probabilmente chiarirà se la responsabilità della morte di un professore di chimica di Chieti, deceduto tre ore dopo che era stato dimesso dal pronto soccorso, sia stata causata dall’omissione colposa del medico di turno. Ieri questo ha chiesto e ottenuto la difesa di R.M., rappresentata dall’avvocato Alessandro De Iuliis, nel corso dell’udienza preliminare fissata per decidere sul rinvio a giudizio e rinviata al 5 novembre. Il legale non ha ritenuto esaurienti le consulenze della procura e della parte civile.
Il professore nel 2011 si presentò al pronto soccorso poco dopo la mezzanotte con un dolore al petto. Tenuto sotto osservazione per 3 ore le sue condizioni migliorarono così come i valori ematici non erano preoccupanti. L’uomo disse di sentirsi meglio e tornò a casa con l’impegno di ripresentarsi alle 8. Ma dopo qualche ora morì per dissezione aortica. Una angiotac lo avrebbe salvato dice l’accusa che ha chiesto il rinvio a giudizio del medico del pronto soccorso per omicidio colposo che avrebbe omesso di sottoporlo all’esame. Ma secondo la difesa dell’imputato non c’erano i sintomi e le condizioni oggettive che obbligassero il medico del policlinico a far sottoporre il professore a un esame «invasivo e che necessita di mezzo di contrasto».
Così il giudice per le udienze preliminari ha nominato per l’esame il perito Ildo Polidoro de La Sapienza. Il 5 novembre la relazione sarà esaminata e sulla base del documento il Gup deciderà se rinviare il medico a giudizio oppure proscioglierlo dalle accuse.

