«Un uomo solo per l’emergenza»

Guardiagrele. L’opposizione contro il sindaco: non considera le nostre proposte
GUARDIAGRELE. L’emergenza coronavirus affrontata da un uomo solo al comando. È questa l’immagine tratteggiata dal consigliere di opposizione Donatello Di Prinzio. «A un anno dalle dimissioni del presidente del consiglio comunale Nevio Salomone», dice Di Prinzio, «il sindaco Simone Dal Pozzo ha avocato a se stesso anche questo ruolo super partes e, in questo periodo, non ha più convocato la conferenza dei capigruppo, salvo che per qualche eccezione, come per il consiglio comunale che si è svolto in piazza la scorsa estate. Solo venerdì scorso, rispondendo a una nostra richiesta formulata da oltre un mese, il primo cittadino si è degnato di convocare una riunione. Noi», spiega Di Prinzio, «ci aspettavamo di discutere come affrontare la fase 2 dell’emergenza sanitaria e la ripresa, ma lui ha voluto solo elencarci le cose che ha fatto. Non ci sono state proposte da discutere e analizzare né si è parlato della convocazione di un prossimo consiglio in cui affrontare problemi e argomenti importanti per la nostra cittadina». Di Prinzio chiede a Dal Pozzo risposte sulle proposte avanzate negli ultimi mesi dal suo gruppo consiliare, a partire dalla riduzione delle tasse comunali per le attività commerciali, artigianali e imprenditoriali. «Il sindaco però», continua Di Prinzio, «ha categoricamente risposto che non si possono ridurre le tasse comunali, ripetendolo pur dopo che ho evidenziato che la tassa rifiuti non deve essere pagata per quelle attività che sono state chiuse e che continuano a essere chiuse perché non hanno prodotto alcun tipo di rifiuto». Secondo il capogruppo di Progetto per Guardiagrele, il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è legato a un contratto privatistico che può essere rivisto: «Il Sindaco», osserva Di Prinzio, «con una risposta offensiva e fuori luogo è stato solo capace di dirci che dobbiamo imparare a fare proposte serie ignorando quello che gli esperti e la stessa Anci dicono cioè che la Tari può essere ridotta in caso di chiusura forzata delle attività. Inoltre», aggiunge Di Prinzio, «non ci va che con il suo modo di fare egoista e personale ci offenda anche sulla mancata interlocuzione con la sua persona, affermando che il suo telefono e la sua e mail sono sempre aperti. Noi abbiamo solo visto che alle nostre 5 proposte non sono giunte risposte. Per fortuna erano tutte scritte, figuriamoci se ci eravamo limitati ad una semplice telefonata. Ora ci auguriamo che a partire dai prossimi mesi ci sia più collaborazione visto che in questi giorni sta per scadere il mandato e il sindaco andrà in regime di proroga».

