Un vastese nella banda foggiana dei furti

Arrestato 26enne: per gli investigatori è il basista. Colpi a San Salvo, Cupello e a Casalanguida
VASTO. Dalla Puglia all’Abruzzo, quattordici furti in un mese e un bottino di 150 mila euro. Erano convinti di essere diventati invincibili i componenti una gang specializzata nei furti in trasferta nel Vastese. Per giorni i carabinieri li hanno tenuti d’occhio. Due giorni fa sono scattati gli arresti. Otto personaggi già noti per rapina o reati contro il patrimonio sono finiti nei guai anche con l’accusa di associazione a delinquere. Il gruppo è ritenuto responsabile di furti in tabaccherie, gioiellerie, negozi di abbigliamento. In Abruzzo, grazie al presunto basista Carmine Fantasia, 26 anni, di Vasto, originario di Torremaggiore, avrebbero messo a segno furti a San Salvo, Cupello e Casalanguida. Un altro furto è stato fatto a Trivento, in Molise. Altri furti sono stati fatti a Foggia, San Severo, Lesina, Serracapriola, Apricena, San Paolo di Civitate.
I furti sono avvenuti a cavallo fra marzo e aprile del 2017. Le manette sono scattate ai polsi di Domenico Perdonò, 27enne foggiano, già sottoposto alla sorveglianza speciale, pluripregiudicato per rapine, ricettazione, lesioni personali e furto; Lorenzo Battiante, 21enne foggiano con vari precedenti; Carmine Fantasia, noto alle forze dell’ordine per detenzione di droga; Michele Gernone, 23enne di San Severo, già segnalato per ricettazione e armi; Davide Monti, 25enne foggiano già conosciuto per reati contro il patrimonio; Carlo Federico Rotunno, 29enne foggiano pluripregiudicato per reati in materia di droga, armi e furto; Raffaele Colanero, 27enne di San Severo con precedenti per false dichiarazioni a pubblico ufficiale e Matteo Notarangelo, 25enne di San Severo con precedenti per rapina, lesioni e danneggiamento. Tutti sono finiti in carcere tranne Colanero e Notarangelo agli arresti domiciliari.
Prezioso per l'esito delle indagini è stato l'utilizzo del gps per il “pedinamento elettronico”. Su 14 furti, 6 sono andati a buon fine e 8 tentati. La tecnica usata dalla gang era collaudata: individuati gli obiettivi, dopo diversi sopralluoghi dei quali gli indagati si incaricavano a rotazione, alcuni di loro entravano in azione di notte, tagliando serrande, forzando ingressi o, come in diversi casi, aprendo delle brecce nei muri dei locali presi di mira. Le indagini proseguono per individuare i ricettatori. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

