Una baraccopoli abusiva sulle sponde del Pescara

Blitz della polizia municipale nell’area industriale dello Scalo, fermati un lituano e un polacco. Uno di loro è ricoverato in ospedale perché malato di tubercolosi
CHIETI. Li hanno trovati in una baraccopoli nascosta nel cuore dell’area industriale dello Scalo, lungo le sponde del fiume Pescara tra i terreni che ospitano la ditta Walter Tosto serbatoi e l’ex stabilimento Marvin Gelber , un tempo florida fabbrica di camicie. Quando gli agenti della polizia municipale sono arrivati sul posto, dopo aver percorso a piedi una strada sterrata di oltre un chilometro, i due immigrati, uno polacco e l’altro lituano, non hanno opposto alcuna resistenza e hanno risposto, con gli occhi lucidi, alle loro domande.
Hanno spiegato in un italiano più che capibile che non avevano altro posto dove andare. E quella baraccopoli, improvvisata su una proprietà privata, era tutto quello che avevano. Angusti container di cemento trasformati in improbabili casette senza luce e senza acqua. Uno scenario scioccante che trascina la mente in luoghi lontani anni luce dalla «civiltà» del terzo millennio. Una povertà estrema, nascosta tra erbacce e rifiuti, un disagio profondo soffocato da «normali» scene di vita quotidiana: i panni stesi al sole, padelle e pentole appese fuori dall’uscio, la bici di un bambino parcheggiata tra l’erba alta. Tracce lasciate da una piccola comunità durante una precipitosa fuga. Quando gli agenti di polizia municipale sono arrivati alla baraccopoli hanno trovato solo due persone. La loro presenza in zona era stata segnalata da diverse settimane al comando della polizia municipale.«Il blitz di oggi (ieri per chi legge)» spiega la comandante Donatella Di Giovanni «ha richiesto diversi appostamenti. Poi, la documentatazione sulla presenza abusiva dei soggetti sul terreno di proprietà privata è stata presentata in procura». E ieri è scattata l’ispezione dei luoghi. «Si tratta di due cittadini stranieri comunitari, ma le operazioni di identificazione non sono state ancora completate» racconta la comandante «sono due persone tra i 40 e 50 anni e uno di loro e malato. Così abbiamo disposto il suo ricovero in ospedale». I medici del policlinico gli hanno diagnosticato la tubercolosi e lo hanno ricoverato nel reparto infettivi . Difficile stabilire da quanto tempo quei capannoni siano stati trasformati in abitazioni. Il proprietario sembra non essersi accorto dell’occupazione abusiva degli immigrati. «Stiamo valutando tutti gli aspetti di questa vicenda» riferisce Di Giovanni «la priorità è quella di condurre fuori da quelle condizioni igienico-sanitarie così precarie i due stranieri». La polizia municipale dovrà stabilire se nella baraccopoli vivevano, come è probabile, altre persone. La presenza di giochi fa ipotizzare che nel piccolo nucleo di immigrati ci siano anche dei bambini. Forse proprio per questo motivo, per rendere più sopportabile quell’amara condizione di vita, che qualcuno della comunità, infrangendo la legge , ha sottratto abusivamente energia elettrica da un palo dell’Enel per dirottarla nella baraccopoli. Nella giornata di ieri la questura ha cercato di dare una identità ad entrambi gli immigrati. Uno di loro ha sulle spalle una violazione di foglio di via così è scattata la denuncia. Oggi proseguiranno le indagini per capire se in città ci sono altre persone in difficoltà che non hanno più la baraccopoli per vivere e che potrebbero essere contagiati dalla tubercolosi.
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