Una casa per donne e bambini nel rudere confiscato alla mafia

16 Gennaio 2022

La giunta Paolini va a caccia dei fondi Pnrr per riqualificare la città e fornire nuovi servizi Si parte con un centro antiviolenza a Villa Andreoli e poi interventi per le scuole e le palestre

LANCIANO. Un centro antiviolenza per donne e bambini da realizzare a Villa Andreoli, sul terreno e il fabbricato confiscato alle mafie e dal 2015 in possesso del Comune. È il progetto che l’amministrazione Paolini vuole realizzare partecipando a uno dei bandi legati al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) su cui sono a lavoro in particolare gli assessori Tonia Paolucci (Pnrr) e Paolo Bomba (lavori pubblici). «È solo uno degli interventi legati al Pnrr che vorremo realizzare», precisa Paolucci, «ne abbiamo altri perché la nostra necessità è rilanciare la città in tutti i settori: scuola, turismo, cultura, sociale, digitale. Le scadenze dei bandi sono strette e il personale a disposizione scarno, ma gli assessorati sono a lavoro».
CENTRO ANTIVIOLENZA Il progetto è ambizioso e importante tanto che, se non dovesse essere realizzato con i fondi del Pnrr, la giunta Paolini lo inserirà nel Piano triennale delle opere pubbliche: si tratta della creazione di un centro antiviolenza per donne e bambini su un fabbricato di 200 metri quadrati e un terreno con 6 orti dal valore di 125mila euro confiscato nel 2015 dalla Procura di Lanciano a un uomo accusato di concussione e donato al Comune. L’ex sindaco Mario Pupillo usò solo il terreno, creando degli orti urbani, perché il fabbricato è un rudere in decadenza. Ora la giunta Paolini ha pensato di recuperarlo grazie ai fondi del Pnrr. «Scade il 24 gennaio il bando per la presentazione di proposte d’intervento per progetti di valorizzazione di beni confiscati alle mafie da finanziare nell’ambito del Pnrr», spiega Paolucci, «e noi abbiamo pensato di partecipare con il progetto di recupero della casa con terreno a Villa Andreoli confiscati nel 2015 per creare un centro antiviolenza che è talmente importante da realizzare che lo inseriremo comunque nel piano triennale delle opere pubbliche». «La cronaca è purtroppo piena di casi di violenza e quindi abbiamo pensato che creare un centro ad hoc fosse la scelta migliore», aggiunge l'assessore Bomba. «La struttura sarà da demolire e ricostruire, come prevede il bando, il costo preciso lo sapremo in settimana con la riconsegna del progetto, ma ridarà anche decoro alla contrada».
GLI ALTRI PROGETTI La giunta è a lavoro anche su altri due bandi, uno sulle politiche sociali e uno sulla scuola. «Entro il 31 gennaio dobbiamo mandare alla Regione, capofila, le manifestazioni di interesse per i progetti sulle politiche sociali che stiamo realizzando assieme agli altri comuni dell’ambito frentano», precisa Paolucci, «per presentare proposte diverse che possano coprire ogni ambito legato al sociale. Per quanto riguarda la scuola, invece, ci sono scadenze diverse in base agli avvisi a cui rispondiamo. Ogni bando infatti può contenere più avvisi all’interno. Quello sulle scuole ad esempio ne prevede 4: sugli edifici da rigenerare o ricostruire, le mense e le palestre. E ogni avviso poi ha delle caratteristiche particolari: ad esempio le scuole su cui intervenire non devono aver goduto di altri finanziamenti. La più adatta è la Mazzini. Il bando scadrà l’8 febbraio e c’è un progetto preliminare pronto. Per quanto le palestre da realizzare nelle scuole, il bando scade il 28 febbraio. Qui ce ne sono alcune che ne hanno bisogno, ad esempio la Rocco Carabba (i bambini quando possono fanno educazione fisica negli atri o all'aperto, ndc)». Ci sono poi i progetti con la EcoLan, per un nuovo centro nuovo di raccolta, ed è atteso il bando per il risanamento idrogeologico. Lanciano, secondo lo studio sul dissesto idrogeologico dell’università di Chieti, avrebbe bisogno minimo di 30 milioni di euro per opere di drenaggio e consolidamento del sottosuolo del centro storico.