Una casa sgomberata e altre dieci a rischio

5 Febbraio 2017

Torna alto il rischio a Santa Giusta: salgono a tre le frane attive

LANCIANO. Due case sgomberate, altre a rischio evacuazione. Due famiglie costrette a vivere in hotel, tra mille disagi, in attesa che il Comune proceda, dopo anni, alla messa in sicurezza delle tre frane che incombono nella zona di Santa Giusta. Nella contrada, che è zona rossa ad altissimo rischio idrogeologico, una decina di famiglie vive nell’incubo di vedere le proprie case inghiottite dallo scivolamento del costone a valle. Nei giorni scorsi, finalmente, è arrivata una buona notizia: la Regione ha concesso 1.500.000 euro per il consolidamento e la messa in sicurezza di almeno una delle tre frane.

Il settore lavori pubblici del Comune nei mesi scorsi ha redatto il progetto esecutivo complessivo per la messa in sicurezza del versante che parte dalla zona della Gunite (dove si sono fermati i lavori di consolidamento della Provincia), attraversa la parte centrale della contrada, la zona di Camperchioli dove una vecchia frana si è in parte riattivata, e chiude sul versante Morena, dove la frana è iniziata dopo le alluvioni del 2015, in modo inaspettato ma netto, visto che ha spaccato la parte finale della collina.

«Il progetto complessivo ammonta a 2.660.249 euro», dice l’assessore ai lavori pubblici Pino Valente, «e prevede interventi sul versante della Gunite e nella parte dove c’è il centro abitato di Santa Giusta. I fondi ottenuti ci permettono di avviare il primo lotto dei lavori che riguarda l’abitato, la zona della chiesa che è la parte più delicata, visto che coinvolge diverse abitazioni, una decina di famiglie in tutto. Una casa è stata sgomberata da alcuni giorni perché è a pochi metri dalla spaccatura del terreno. Una scelta difficile, quella dello sgombero, ma seguita a monitoraggi che i nostri tecnici fanno da sempre e che si sono susseguiti con maggiore intensità dopo le nevicate di gennaio. Questi fondi ci permettono di accelerare. Appena li avremo possiamo appaltare i lavori e iniziarli». Lavori attesi da anni nel cuore della contrada perché, dopo alcuni interventi fatti dalla Regione più di 30 anni fa, non si è più intervenuto in quel punto e ora una famiglia è stata costretta a spostarsi in albergo. Una sofferenza per chi ha sudato per costruire la propria casa e si sente impotente perché da solo non può rimettere in sesto colline che lentamente franano a valle. Altre case potrebbero essere inghiottite dalla stessa frana. Abitate da famiglie che attendono concreti interventi che si sono fermati alla zona della Gunite dove, per altro, non sono stati finiti. Lì ad intervenire è stata la Provincia nel 2004 con lavori imponenti, un muro di contenimento ultimato nel 2005 che ha ceduto con le piogge ed è stato ricostruito con una seconda gabbionatura, che pure ha avuto cedimenti. E distacchi ci sono su aree dove gli interventi dovevano essere già conclusi. «I fondi della Regione sono per l’abitato di Santa Giusta», ribadisce Valente, «e poi si lavorerà nella parte dove la Provincia si è fermata». E sul versante Morena? Lì è stata sgomberata una casa dopo l’alluvione del marzo 2015. Una frana anomala, perché apertasi in una zona edificabile, in cui non ci sono mai stati problemi idrogeologici, che provocò fratture nel terreno alte anche più di 50 centimetri e lunghe oltre 300 metri. In questo caso però non ci sono altre abitazioni coinvolte e il progetto per la messa in sicurezza, pure redatto, al momento è troppo costoso, tanto che la famiglia sgomberata dovrà cercare casa altrove usando parte dei fondi dati per i danni causati dalle alluvioni. Non resta che attendere l’arrivo del milione e mezzo di euro per appaltare interventi quanto mai necessari. Soldi che si aggiungono ai 400.000 euro per il consolidamento di Porta San Biagio e delle mura storiche i cui lavori saranno avviati tra qualche mese. Ma, prima delle nevicate di gennaio, stando ai progetti comunali servivano 5 milioni di euro per sistemare le nove zone. Tra cui Madonna del Carmine e Sant’Egidio, ad altissimo rischio idrogeologico.

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