Una legge per il voto dei fuorisede

La proposta dei Giovani democratici teatini: «Così si combatte l’astensionismo»
CHIETI. I Giovani democratici di Chieti promuovono la proposta di legge per permettere a studenti e lavoratori fuorisede di esercitare il diritto di voto e annunciano di battersi al fianco del comitato Voto dove Vivo «affinché il nostro diritto di voto non sia più un lusso», in considerazione che «in Europa l’Italia è l’unico dei paesi maggiori a non avere ancora una legge che permetta il voto fuorisede».
«È ormai sempre più evidente», spiegano i dem, «che sovrano indiscusso delle urne elettorali sia l’astensionismo, dalle elezioni politiche a quelle amministrative. Un dato allarmante. A preoccupare ancora di più dovrebbe però essere l’astensionismo forzato di chi vorrebbe recarsi alle urne ma non vede assicurarsi il proprio diritto e dovere di cittadino. Infatti l’astensione dal voto è ancora più forte nelle regioni in cui è maggiore l’incidenza di chi abita fuori dal Comune di residenza per studio o lavoro (al primo posto Calabria, seguita da Sardegna, Campania e Molise)». Di qui la polemica nei confronti del governo, che ha stravolto la proposta a prima firma Marianna Madia (Pd) «trasformandola con un emendamento della Lega in una legge delega in bianco al governo, con le proposte del comitato che sono state cestinate», sostengono. «E non solo, tale delega è stata prontamente bloccata dai tecnici della Camera dei deputati a causa della sua incostituzionalità, dovuta all’assenza di principi e criteri direttivi. Inutile è stato il tentativo del comitato di presentare nuovi sub-emedamenti, tutti bocciati».
I Giovani democratici teatini, con i neo segretari Annachiara Di Lorenzo e Christian Valvano, rilevano come anche in occasione delle prossime elezioni europee del 2024, i fuorisede non potranno votare dove studiano o lavorano, ma per recarsi alle urne dovranno affrontare viaggi lunghi e per molti proibitivi. «A risentirne saranno perlopiù i giovani. Il centrodestra ancora una volta sceglie di lasciare indietro quegli studenti e quei lavoratori per cui tornare a casa a votare è un lusso che non possono permettersi», dicono i giovani dem. «Quali sono le motivazioni dietro a ciò? Forse la paura di stravolgere le caratteristiche delle circoscrizioni elettorali a fini strategici?». (y.g.)
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