Una mappa con gli obiettivi: «Ci aspettavamo i loro colpi»
LANCIANO . Avevano pronta una “mappa” con i nuovi obiettivi da colpire, da Atessa ad Ortona, i rapinatori arrestati dai carabinieri. I militari del Nucleo operativo e radiomobile di Atessa, diretti...
LANCIANO . Avevano pronta una “mappa” con i nuovi obiettivi da colpire, da Atessa ad Ortona, i rapinatori arrestati dai carabinieri. I militari del Nucleo operativo e radiomobile di Atessa, diretti dal tenente Federico Ciancio, per giorni li hanno seguiti nei loro movimenti sul territorio, fino alla tentata rapina al Forno Susi, il 14 gennaio a Fossacesia, dove per Giannicola Bada e Maurizio Rapino è scattato l’arresto in flagranza.
«In quei giorni ci aspettavamo che potessero colpire», dice il capitano Alfonso Venturi, comandante della compagnia di Atessa, «eravamo sulle loro tracce per capire se avessero altri complici e raccogliere più elementi possibile. Li seguivamo a distanza quando sono entrati in azione nel panificio». A seguito della reazione della dipendente, i due banditi sono fuggiti a mani vuote, inseguiti dai carabinieri che poi li hanno fermati ed arrestati. «In questi casi è sconsigliato reagire», precisa Venturi, «si tratta di criminali non professionisti, che hanno agito sotto effetto di sostanze stupefacenti. Sono quindi soggetti instabili, è meglio rimanere freddi e lucidi e annotare ogni elemento utile, come i numeri di targa». Fondamentali si sono rilevate le telecamere di videosorveglianza. «Senza gli impianti che privati cittadini ci hanno messo a disposizione staremmo a un punto fermo», aggiunge il tenente colonnello Vincenzo Orlando, comandante della compagnia di Lanciano, «ma servono telecamere all’avanguardia, dotate di lettore di targhe». Importante la collaborazione dei cittadini, come sottolinea il prefetto Armando Forgione: «I lancianesi sono stati preziosissimi nell’aiutare le forze dell’ordine». (s.so.)
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