Una notte da leoni all’Adriatico

Invasione rossonera a Pescara per il derby: orgoglio, festa, ma amarezza per il pari all’ultimo respiro
LANCIANO. C’è chi non è riuscito a dormire. Chi si chiede ancora come sia stato possibile pareggiare, negli ultimi secondi di gara, una partita da stravincere. C’è chi dopo la partita si è chiuso in silenzio, chi ha urlato tutta la rabbia che aveva in gola. Chi ha solo voglia di cancellare il derby e pensare alla prossima sfida, sabato in casa contro il Trapani. Ma la maggior parte dei tifosi rossoneri il giorno dopo il terzo derby di B tra Pescara e Lanciano, vive un misto di amarezza e “serenità”. Amarezza per i punti persi al termine di una gara da stra-vincere per occasioni gol e prestazione sopra le righe fatta di grinta e determinazione. Serenità data dalla consapevolezza di poter disputare ancora un ottimo campionato, di avere una squadra forte, solida e quadrata che lotterà fino alla fine e che offre un carico di emozioni difficili da descrivere.
Brividi e senzazioni. E sono tante le emozioni provate durante la gara. Quelle emozioni, brividi, sensazioni che solo una partita come il “derby” può dare. Partita non bellissima all’inizio, in campo, stupenda sugli spalti. I “mille” tifosi rossoneri hanno fatto sentire la loro voce. Allo stadio e anche in tivù. «C’è amarezza è normale», dice Danilo Di Liberto, della Curva Sud, «dopo aver giocato una partita di livello annientando il Pescara, ritrovarsi con un punto solo di certo non ci fa felici. Soprattutto perché assaporavamo la vittoria, visto anche il gol è arrivato al 94’ minuto. Ma siamo sempre più convinti di avere una grande squadra». «C’è chi in curva è rimasto pietrificato al gol di Melchiorri», aggiunge G.C., «e non ha più parlato. Nel viaggio di ritorno in autobus è rimasto in silenzio e lo è tutt’oggi (ieri per chi legge, ndc). Anche a me dà fastidio il pari, però so che la squadra ha dato tutto e che con i miei compagni abbiamo dato prova di amare questa squadra, questa maglia. Si provano emozioni indescrivibili nel cantare, nel condividere questa passione con gli amici. Al gol di Monachello avevo il cuore in gola e il boato che ho sentito mi rimbomba ancora nelle orecchie. Mi ricordo questo oggi del derby».
Sfottò e amarezza. C’è chi sottolinea gli “sfottò” al mister biancoceleste Marco Baroni, una sorta di intercalare tra i tantissimi cori di incitamento alla squadra. Chi la “goduria” nel vedere la contestazione dei tifosi del Pescara alo stesso Baroni e alla squadra a fine gara. Chi invece si sente beffato e amareggiato. «Mi sento beffato», dice A.P., «questo derby mi ha ricordato la finale dell’Europeo 2000, quando a un passo dalla vittoria arrivò la doccia fredda». «Provo un miscuglio di emozioni», commenta Irma Berghella, «non sono amareggiata, sono soddisfatta per la prova fino alle sostituzioni perché la squadra stava reggendo bene. Poi al gol di Melchiorri mi sono sentita tradita. Tradita perché eravamo in vantaggio. La palla la si doveva spedire a Montesilvano! Invece…questo è il calcio…». «Nessuna amarezza», continua Gabriele Cortese, presidente dei Veterani, «ma la consapevolezza che il Lanciano se la può giocare con tutti. E che mette sotto squadre più blasonate sulla carta. Certo, si poteva vincere contro il Pescara e contro Baroni, tecnico che sotto il profilo professionale non si tocca ma che sotto quello umano ha sbagliato, ma ci sta il pareggio se non butti via la palla al 94’. È successo alla Roma in Champions è successo ai nostri ragazzi nel derby. Ma c’è serenità perché abbiamo una squadra forte». L’attesa della gara di ritorno. Quella squadra che ha risposto ai cori dei suoi tifosi con la solita “prestazione da Virtus” fatta, soprattutto nella ripresa, di corsa, grinta, determinazione, sacrificio. Domani i calciatori torneranno a sudare sul campo, i tifosi a preparare la sfida di Trapani. Questo derby è passato già negli annali. Se ne riparlerà il 25 aprile 2015, quando sarà il Biondi a vestirsi a festa, a colorarsi di rosso e nero, nel derby di ritorno. Ma sarà un’altra storia. Saranno altre, indimenticabili, emozioni. Teresa Di Rocco
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