«Una nuova casa per Fabrizio»

6 Settembre 2014

Il sindaco si impegna con la presidente dell’Anffas per il 23enne paralizzato e senza ascensore

ORTONA. La macchina della solidarietà si è messa in moto. Inizia a trovare le prime soddisfacenti risposte la storia di Fabrizio Iezzi, il giovane 23enne ortonese affetto da tetraplegia da trauma, che non può tornare a casa dopo due anni di ricoveri in varie cliniche italiane perché la sua abitazione si trova al terzo piano di un edificio senza ascensore. Dopo la denuncia shock dell'Anffas Onlus Ortona, che aveva evidenziato il disinteresse delle istituzioni verso un caso di estremo disagio, ieri mattina il sindaco di Ortona Vincenzo D'Ottavio, insieme ad alcuni consiglieri e dirigenti comunali, tra cui Tommaso Coletti, delegato al Patrimonio, hanno voluto incontrare il presidente Anffas Nadia La Torre, per individuare possibili e celeri soluzioni al problema. Al momento la via più semplice da percorrere sembrerebbe essere quella di un cambio di dimora per Fabrizio e la sua famiglia: «A breve faremo una ricognizione su una nuova casa per capire se in questa ci possano essere le condizioni per ospitare il ragazzo» ha commentato La Torre dopo il colloquio avuto con i rappresentanti comunali. «Se non sarà possibile un cambio di alloggio, a quel punto ci sarà una mobilitazione per intraprendere un intervento strutturale all'attuale palazzina dove Fabrizio risiede».

La speranza del presidente Anffas è che comunque lo sfortunato giovane possa rimanere nel centro cittadino: «Una volta che Fabrizio sarà tornato a casa ci attiveremo per creare una rete di volontariato che possa essergli utile, anche solo per tenergli compagnia. Pertanto è di primaria importanza che lui e la sua famiglia rimangano inclusi nel tessuto urbano». Sembra al momento soddisfatta Nadia La Torre per i primi interventi delle istituzioni locali, a cui vanno ad aggiungersi anche quelle del Governatore d'Abruzzo, Luciano D'Alfonso. Ma il presidente Anffas vuole ulteriori certezze. «Ortona si è presa un impegno fondamentale: il Comune due anni fa ha adottato la convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità, che parla anche di favorire l'inclusione sociale e di abbattimento delle barriere. Quindi adesso l'amministrazione deve dimostrare di saper mantenere i propri impegni». Intanto però a parlare è stata anche Erlinda Boromeo, la mamma di Fabrizio Iezzi, la quale non chiede altro che riaccogliere in casa suo figlio: «Voglio solo riportarlo a casa dopo due anni, ma fino ad oggi non ho visto nessuna soluzione» ha sentenziato la donna. Al momento il ragazzo è ricoverato nella clinica di Villa Pini dove è ben voluto da tutti: «Fabrizio è una persona solare e amata da chiunque. In qualsiasi ospedale è stato non ha mai dato problemi al personale infermieristico» ha commentato ancora Boromeo.

«Una nuova casa? Non c'è problema. L'importante è che sia un appartamento adeguato alle esigenze di mio figlio, magari con un'ampia camera tutta per lui».

Alfredo Sitti

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