Una Pietra d’inciampo davanti al Galiani

Chieti. È stata sistemata dall’artista Demnig per ricordare il professore internato Oberdorfer
CHIETI. Non tutti sanno che a Chieti, nel 1938 erano in servizio nell’Istituto Regio Ferdinando Galiani, cioè l’attuale “Galiani de Sterlich”, ben tre docenti ebrei che, con la promulgazione delle leggi razziali, furono allontanati dall’insegnamento. Questi docenti erano Alfredo Schumann, Giulia Volterra e Aldo Oberdorfer. A quest’ultimo, che morì nel campo di internamento di Lanciano, è dedicata una pietra d’inciampo, posta davanti all’ingresso della scuola.
«Cos’è una pietra d’inciampo? Soprattutto in questi giorni se ne è parlato, dopo i tristi episodi di intolleranza e antisemitismo che si sono verificati a Roma», spiega la docente del Galiani Alessia Argentieri, «dove alcune di queste pietre sono state divelte da ignoti. Le pietre d’inciampo, le Stolpersteine in tedesco, sono delle piccole targhe di ottone della dimensione di un sampietrino, collocate davanti alla casa nella quale abitava un deportato o nel luogo in cui fu arrestato, sulle quali sono incisi pochi dati identificativi: nome e cognome, data di nascita, luogo di deportazione e data della morte. Questo progetto, realizzato dall’artista berlinese Gunter Demnig a partire dal 1995, mira a restituire dignità e visibilità alle vittime dei campi nazisti e a custodire la memoria di ogni singolo deportato. Allo stesso tempo, le pietre hanno lo scopo di far “inciampare”, in senso figurato, i singoli cittadini o i turisti che le incontrano lungo il proprio cammino, costringendoli a ricordare coloro ai quali esse sono dedicate e a riflettere sul motivo per cui si trovano proprio in quel preciso luogo, un luogo comune che un tempo è stato teatro di una tragedia capace di stravolgere la vita di milioni di persone. Il Galiani è l’ unico istituto in Italia ad avere al suo ingresso una pietra d’inciampo, opera che è stata posizionata personalmente dall’artista Gunter Demnig nel 2016».
In questi giorni, durante la settimana della memoria, proprio per invitare i più giovani alla riflessione, il Galiani sta accogliendo gli alunni delle scuole medie della città e non solo, per raccontare loro la storia che si cela dietro la pietra d’inciampo.
Domani e domenica, giornata internazionale della memoria, inoltre, chi lo vorrà potrà portare un fiore o una candela accanto alle pietre d’inciampo per commemorare coloro che sono stati vittime dell’odio.

