Undici candidati in città: sfida all’ultima preferenza

Mai così tanti gli aspiranti consiglieri che puntano ad essere eletti all’Emiciclo Con 22mila aventi diritto al voto si rischia l’eccessiva frantumazione del suffragio
LANCIANO. Non sono mai state così tante le aspirazioni dei candidati lancianesi per Palazzo Silone all'Aquila. Il rinnovo del consiglio regionale abruzzese con le imminenti elezioni del 10 marzo, ha portato alla candidatura di ben dieci lancianesi che dovranno dividere ulteriormente il bacino di voti territoriale anche con altri candidati di località immediatamente vicine alla città frentana come, solo per citare qualche esempio, Paglieta, con la candidatura del sindaco Ernesto Graziani, Altino, con il sindaco Vincenzo Muratelli, Fara San Martino con il primo cittadino Antonio Tavani, Orsogna, con il consigliere Lega uscente Fabrizio Montepara. E ancora, ci sono candidati che in città contano da sempre su uno zoccolo duro di voti, come il consigliere regionale Pd uscente, Silvio Paolucci, che ha scelto una sede elettorale frentana.
Un piccolo esercito di candidati che, da destra a sinistra, ha superato di gran lunga la corsa alle regionali del 2019 quando il centrosinistra candidò tre assessori della giunta e il centrodestra puntò su Nicola Campitelli, Donato Di Fonzo, Antonello Di Campli Finore e Emilio Nasuti. Quest'anno i lancianesi sono molti di più. Ma per una città poco più di 22mila aventi diritto al voto (dati del 2022, ndc), la coperta rischia di essere strettissima. E il rischio di non riuscire a eleggere nessuno si fa certamente più concreto. L'ultimo assessore lancianese in Regione è stato l'ex presidente della Fiera, Donato Di Fonzo, nel 2010. Poi si ricorda il consigliere dei Verdi Walter Caporale per due legislature, di cui l'ultima, fino al 2014, all'opposizione della giunta di centrodestra.
Lanciano tenta quindi il grande passo. Il primo a scendere in campo, già con le dimissioni da presidente di Lancianofiera per evitare conflitti di interesse con l'ente fieristico regionale, è stato sicuramente l'imprenditore Donato Di Campli, candidato della Lega per Marco Marsilio presidente. Non ha mai negato una ricandidatura e, anzi, il passaggio a Fratelli d'Italia nei mesi scorsi lo ha ufficializzato ancor prima che lo facesse personalmente, l'assessore regionale uscente Nicola Campitelli, già collettore di voti nel 2019, con oltre 2.100 preferenze in città e che, pur essendo della vicina Castel Frentano, è molto legato a Lanciano e è stato uno dei primi ad aprire la sede lungo corso Trento e Trieste. Sempre nel centrodestra tentano la grande sfida l'assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba, sempre con Fratelli d'Italia e l'assessora alla transizione ecologica Tonia Paolucci con Forza Italia.
Affollate anche le liste del centrosinistra. L'ex assessora alle politiche sociali, Dora Bendotti, continua a credere nei movimenti civici e ha ufficializzato il suo impegno per la Regione con la lista Abruzzo Insieme per il candidato presidente Luciano D'Amico. Nella stessa compagine anche l'ex sindaco per due mandati ed ex presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo. Per Azione corre Giacinto Verna, alla sua seconda candidatura in Regione. Si ricandida con il Movimento 5 stelle il consigliere regionale uscente Francesco Taglieri. Il Partito democratico ha scelto l'avvocata e vicesegretaria regionale del Pd, ed ex consigliera comunale nella giunta Pupillo, Elisabetta Merlino. Ci riprova anche Davide Caporale, ex assessore nella giunta Pupillo ed ex consigliere provinciale, nella lista Riformisti e civici. A sinistra, per Alleanza Verdi a sinistra, Sì ed Europa Verde, scende in campo Rita Aruffo, militante di Nuovo Senso Civico e consigliera comunale di minoranza.
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