«Uniamo le cantine per il polo del vino più grande al mondo»

26 Maggio 2018

Ortona, Iarlori (ex Confagricoltura) e lo studio di Aquilano «Trenta strutture sociali insieme: meno costi e più ricavi» 

ORTONA. Consorziare le cantine del territorio per diventare autentici leader mondiali del sistema vitivinicolo. È un’idea di cui si parla da tempo e che l’ortonese Giovanni Iarlori, ex dirigente nazionale di Confagricoltura, torna a proporre passando in rassegna lo studio di un suo concittadino, l’agronomo Vincenzo Aquilano. Quest’ultimo ha avanzato un’analisi dettagliata della produzione, spese e valore economico del vino a livello provinciale e regionale. Uno dei dati che il tecnico pone all’attenzione, ad esempio, è quello relativo al vino imbottigliato, che è pari al 20%, ma che ha un valore stimato nettamente superiore al prodotto in cisterna. L’elaborato è stato ripreso da Iarlori per rilanciare l’idea di «unire le trenta cantine sociali della regione, concentrate in un raggio di pochi chilometri e che contano complessivamente circa 18mila soci» dichiara. «Facendo fronte comune», spiega l’ex dirigente di Confagricoltura, «potremmo costituire il polo vitivinicolo più grande al mondo», sostiene, «con maggiori ricavi, meno costi ed un accrescimento delle attività nell’indotto. Non esistono poli tanto grandi su un raggio di 80 chilometri, che è la distanza su cui sono concentrate le trenta cantine del territorio», continua l’ortonese. Ma concretamente cosa andrebbe fatto per realizzare un simile progetto? «Servirebbe un referendum in tutte le cantine per capire il reale pensiero dei soci su una simile opportunità. E poi minore egoismo e più coraggio: si parla di unione e non federazione», specifica Iarlori, «è il momento di considerare seriamente questa idea». Dunque si tratterebbe di avviare una politica della gestione unica, che faccia cessare una deleteria “guerra fratricida” nel mondo commerciale tra realtà del comprensorio: «Si pensi al Vinitaly», pone l’esempio, «andiamo a proporre sostanzialmente prodotti identici facendoci concorrenza tra noi che siamo parte integrante dello stesso territorio. È qualcosa che non ha senso», dichiara Iarlori. In conclusione, è proprio lui a riassumere in poche parole la sua proposta: «L’unione fa la forza».
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