Unione tra Chieti e Pescara «Stop alle liti di campanile»

15 Aprile 2018

L’assessore regionale Paolucci: facciamo sì che a decidere siamo noi e non Roma Mascitelli (Asr): massima attenzione al paziente, non è una questione di numeri

CHIETI. «Chiedo a voi operatori di sciogliere dubbi e ansie. La nostra scelta di integrare i presidi ospedalieri di Chieti e Pescara per arrivare alla istituzione di un Dea di secondo livello è stata avallata dal ministero della Sanità e ne siamo tutti soddisfatti. Ora, però, cerchiamo di fare in modo che diatribe campanilistiche non finiscano per intralciare questo progetto. Decidiamo noi, insomma, e facciamo in modo che determinate scelte non vengano poi fatte a Roma». Così l’assessore regionale Silvio Paolucci intervenendo al convegno sul tema “Il perché ed il come realizzare il Dea di 2° livello funzionale Chieti-Pescara”, organizzato nella sala consiliare della Provincia di Chieti dal Comitato civico salute pubblica di Chieti e da “La voce dei marrucini”. Convegno aperto dalla introduzione di Angelo Muraglia, membro della commissione regionale per il Dea, poi le riflessioni del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio. «Per essere in grado di offrire un buon servizio ai pazienti di un’area dove risiede circa la metà della popolazione abruzzese concentrata», ha spiegato Di Primio, «credo sia davvero il caso di deporre ogni bandierina, come è stato fatto di recente con la unificazione delle Camere di commercio, mettendo in campo le migliori professionalità dal momento che la qualità passa inevitabilmente per l’organizzazione. Dalla politica dei voti a quella, appunto, dell’organizzazione e bisogna assolutamente trovare motivi validi per stare insieme».
Le normative sanitarie di riferimento sono state quindi tracciate e ricordate da Giuseppe Zuccatelli, esperto Agenas, mentre Giovanni Pieroni ha illustrato la rete interaziendale stroke dell’area metropolitana di Bologna e Alberto Zoli si è intrattenuto sul sistema unico regionale di emergenze e urgenze della Lombardia. Favorevole con qualche riserva all’integrazione tra i due presidi ospedalieri, il consigliere regionale Mauro Febbo: «Solo attraverso questa integrazione si possono raggiungere i parametri fissati per la istituzione di un Dea di secondo livello ed è inutile girare attorno all’argomento. In ogni caso voglio ricordare come, di recente, l’ospedale di Chieti abbia subito dei declassamenti e che determinate convenzioni con l’Università vadano comunque riconosciute. Da amministratore pubblico debbo pensare anche al futuro, più o meno immediato, e allora ritengo che ogni sbilanciamento in favore di una delle due realtà vada scongiurato per evitare che eventuali determinazioni successive da parte di organi centrali sortiscano effetti penalizzanti. E questo non è certo campanilismo».
Prima degli interventi di Pasquale Flacco, direttore generale dell’Asl Lanciano-Vasto-Chieti, e di Armando Mancini, direttore generale dell’Asl di Pescara, le considerazioni del direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli: «Esiste una commissione tecnica che, per questa vicenda, sta valutando ruoli, competenze e professionalità. A breve si arriverà a delle conclusioni considerando, al centro di tutto, la massima attenzione per il cittadino-paziente e non un questione di numeri o di spazi. E la cura dimagrante imposta dal decreto ministeriale non deve essere affrontata tra diatribe varie e ansie tra i due presidi. Al di là di qualche problema logistico dovuto alla indisponibilità di alcuni corpi dell’ospedale, ad esempio, il Santissima Annunziata ha avuto un incremento importante di posti letto e tutti dobbiamo in ogni caso pensare che considerare le quattro Asl abruzzesi come altrettanti silos, distanti e separati, sia ormai improponibile».
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